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Cronaca

Ponte, l'Ordine degli Ingegneri: "La formazione dei tecnici si faccia anche a Messina"

La richiesta al sindaco Basile per l'istituzione di un tavolo tecnico professionale. "Al momento solo Reggio Calabria e Catania ospiteranno i centri di specializzazione"

Anche Messina deve avere una scuola per l'alta formazione dei tecnici che costruiranno il ponte sullo Stretto. Lo richiede l'Ordine degli Ingegneri scrivendo una nota al sindaco Federico Basile con cui si propone la convocazione di un nuovo Comitato tecnico interistituzionale. 

"Alcuni accordi sarebbero stati siglati con le Regioni Sicilia e Calabria che prevederebbero nelle città di Reggio e Catania la sede di Centri di Formazione indirizzati a qualificare la manodopera che lavorerà alla realizzazione del Ponte. Su questo punto - spiega il presidente Santi Trovato - si apprezzano gli sforzi delle nostre due Regioni di dare certezze sulla effettiva futura occupazione di maestranze, artigiani e operai presenti nei territori interessati dalla realizzazione del Ponte, ma nel contempo vorremmo segnalare alla Deputazione Nazionale e Regionale ed al Sindaco della Città di Messina l' opportunità di individuare nella città di Messina, la sede di una altrettanto necessaria ed innovativa scuola di alta formazione. L'obiettivo è trasferire non solo le conoscenze acquisite in fase di sperimentazione sui nuovi materiali e di utilizzo di nuove tecnologie, che sono bagaglio altamente scientifico ed innovativo della costruzione del Ponte, ma anche formare professionalità negli ambiti tecnici, giuridici ed economici che possano rispondere ai fabbisogni di occupazione di alta specializzazione richiesti dalla Società Stretto, dal contraente generale e dalle altre società coinvolte. È fuori di dubbio che nel corso dei lavori e soprattutto nella futura gestione dell'opera, verranno richieste nuove competenze che oggi mancano e la scuola avrebbe proprio il compito, in raccordo con le categorie imprenditoriali e sindacali e coinvolgendo le Università di Messina, Catania, Palermo e la Kore di Enna".

Per l'Ordine il suddetto Comitato tecnico interistituzionale. "avrebbe il ruolo di affrontare con voce unica non solo le strategie territoriali ed occupazionali connesse al Ponte, ma anche potrebbe avere la funzione di monitoraggio e conseguente informazione alla Città sul livello di approfondimento delle varie problematiche che interesseranno il territorio cittadino (ricordiamo il grave problema del dissesto idrogeologico legato all’estrema instabilità dei versanti, alcuni dei quali interessati da aree di deposito materiale di risulta anche temporaneo, 15 aree di cantiere principali, innumerevoli Attraversamenti stradali e ferroviari con relative Aree di cantiere, 40 km di nuove reti stradali e ferroviarie )".  

"Se il contraente generale e la società Stretto di Messina - conclude la nota - non renderanno proficue le relazioni con le parti sociali, imprenditoriali e professionali cittadine, si correrà il rischio che la realizzazione della grande opera infrastrutturale non equivarrà ad un volano di sviluppo per l'area dello Stretto, ma invece potrebbe rappresentare un elemento estraneo al territorio che non porterà i possibili e probabili benefici previsti ma disagi diffusi ed insofferenza sociale". 

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