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Cronaca

Comincia l’iter per il Recovery plan, De Luca: “Il Sud ha diritto al ponte e al 70 per cento di quei fondi”

Oggi pomeriggio il sindaco parteciperà anche alla conferenza con la ministra per il mezzogiorno, Maria Rosaria Carfagna. Al tavolo tecnico, le regioni del sud d’Italia e le città metropolitane del Meridione. “Non vogliamo essere costretti ad autorganizzarci, spero ci sia realmente coerenza da parte di tutti”

Comincia oggi l’iter parlamentare per l’approvazione del Recovery plan.

La nona commissione trasporti della Camera, formata da 43 deputati, che dovrà votare le proposte sugli interventi che riguardano viabilità e trasporti si riunirà alle 14.30.

Un primo via libera  da sottoporre poi al Parlamento.

Ponte, duemila anni posson bastare

Ne ha parlato ieri il sindaco di Messina Cateno De Luca che confida sull’ intervento dei parlamentari, 18 dei quali eletti nel meridione, che si sono detti favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto per “difendere il Sud” e non accettare un Recovery plan senza l’opera che la senatrice messinese Grazia D’Angelo e non solo ha definito “inutile e irrealizzabile”.

“Se le loro azioni sono conseguenziali – ha detto De Luca – non dovrebbe essere approvato il documento riguardante il recovery plan sui trasporti  in assenza della previsione del ponte sullo Stretto. Seguiremo e daremo conto di chi ha votato a favore e di chi ha votato contro”, ha garantito il sindaco, entrando nel merito dei progetti e della necessità di riequilibrare le somme destinate alle infrastrutture, 210 miliardi. “Il Sud ha diritto ad almeno il 70% di questi fondi”, secondo De Luca.

Oggi nel primo pomeriggio è prevista anche la conferenza con la ministra per il mezzogiorno, Maria Rosaria Carfagna. Al tavolo tecnico, le regioni del sud d’Italia e le città metropolitane del Meridione. Il sindaco avrà l’occasione di esporre in 15 minuti proposte e progetti,  in collegamento anche il presidente Mario Draghi. Tema dell’incontro “Sud, progetti per ripartire”.

Due i temi che saranno affrontati dal sindaco, oggetto già di due precedenti lettere al governo che il sindaco ha definito “diffide”: la necessità di redistribuire le risorse assegnate dall’Europa all’Italia e di andare in deroga al limite imposto del dicembre 2026 per completare le opere strategiche, un limite che secondo il sindaco è una motivazione che giustifica l’esclusione della realizzazione dell’attraversamento stabile nello Stretto che potrebbe comunque essere completato entro 2030.

“A Messina -  ha detto ieri De Luca – abbiamo ancora una pianificazione subordinata a ponte sì ponte no. Questa è l’occasione definitiva per fare chiarezza. Io voglio prendere un treno e arrivare a Roma in quattro ore, come accade fra Roma e Milano”.

Il sindaco, nei giorni scorsi, ha subordinato la nascita di un movimento meridionalista all’inserimento del Ponte nel Recovery.  “Noi non ci fermiamo – ha detto anche ieri in diretta facebook – non vogliamo essere costretti ad autorganizzarci, spero ci sia realmente coerenza da parte di tutti e si possa in questo momento storico delicato dare una risposta di vera unità d’Italia al Meridione, isole comprese”.

“Noi chi” non è ancora dato sapere ma interlocuzioni sarebbero in corso con diversi sindaci siciliani.

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