rotate-mobile
Cronaca

Rischio sull'aumento costi e mancata trasparenza, il Ponte ancora sotto la lente dell'Anac

C'è attesa per la nuova relazione del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia che sarà presentata domani pomeriggio a Montecitorio. E sugli secretati interpellanza urgente del deputato Bonelli al ministro Salvini

Il ponte sullo Stretto fra i capitoli più interessanti della relazione annuale sull'attività dell’Anac che sarà presentata domani pomeriggio a Montecitorio. Nella Sala della Regina interverrà il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia e c’è attesa per le dichiarazioni che inevitabilmente riguarderanno l’infrastruttura e le procedure seguite per resuscitare l’iter di realizzazione del ponte tra Sicilia e Calabria.  Da parte di Anac erano stati proposti alcuni interventi emendativi volti a rafforzare le garanzie della parte pubblica, non accolti, tuttavia, dal Governo in sede di conversione del decreto.

Saranno presenti i consiglieri dell'Autorità: Consuelo del Balzo, Luca Forteleoni, Paolo Giacomazzo e Laura Valli, oltre al segretario Generale Filippo Romano e l'evento sarà trasmesso in streaming dalla web tv della Camera, con accesso anche dal sito Anac, e in diretta su Raitre.

Sotto la lente dunque le procedure che hanno ripristinato un contratto vecchio di oltre dieci anni senza nemmeno chiudere prima il contenzioso. Già la precedente relazione aveva bocciato il decreto ponte del governo per lo “squilibrio nel rapporto tra il concedente pubblico e la parte privata, a danno del pubblico, sul quale finisce per essere trasferita la maggior parte dei rischi”.

“Le procedure in deroga non possono diventare regola, senza smarrire il suo significato e senza aprire a rischi ulteriori”, aveva detto già Busia in occasione della precedente relazione. Parole che risuonano profetiche dopo l’indagine su uno degli appalti per la realizzazione della nuova diga foranea del porto di Genova aggiudicato a un consorzio di imprese guidato da Webuild sulla quale Anac ha posto rilievi sui rischi di costi non preventivati a carico dello Stato che sugli affidamenti non può sacrificare la trasparenza sull'altare della velocità.

Ma sia su Genova così come per il Ponte sullo Stretto la politica non ha ascoltato. Anac chiedeva di fare una gara, il governo ha deciso di fare un decreto. Ma c'è di più: il ponte, la più grande opera di progettazione del mondo con 14 miliardi già impegnati dal governo non ha ancora un contratto definito e aggiornato.

Ponte sullo Stretto, l'Anac bacchetta Salvini: "La maggior parte dei rischi a carico del pubblico"

Emerge anche dalle risposte date dalla società Stretto di Messina e dal Ministero dei trasporti e infrastrutture che ha dato il due di picche alla richiesta di accesso agli atti presentata dal deputato di Avs Angelo Bonelli che ha dunque presentato una interpellanza urgente al ministro Matteo Salvini (cofirmataria Luana Zanella) chiedendo per l’ennesima volta al Governo di rendere pubblici gli atti negoziali tra il governo Meloni, la Stretto di Messina S.p.A. e il consorzio Eurolink - guidato da WeBuild  che dovrà costruire l'opera, inclusi contratti e obbligazioni contrattuali, legati all’investimento. 

“La risposta del governo è inaccettabile – dice il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli -  non è stata fornita una risposta chiara riguardo all’organismo tecnico che validerà il progetto. Inoltre, il ministro Salvini e la società stretto di Messina, con una lettera mi hanno comunicato che gli atti della gara d’appalto e gli atti aggiuntivi sono riservati. È inaccettabile che possano essere segreti documenti che impegnano 14 miliardi di euro di soldi pubblici! Ho chiesto un incontro alla Premier Meloni perché vorrei informarla e conoscere il suo punto di vista sulla procedura seguita dal Mit, guidato da Salvini, per il progetto. Intanto poco a poco le promesse di Salvini su inizio lavori stanno venendo giù come un castello di carta perché il progetto è vecchio di 15 anni e non regge a tutte le osservazioni tecniche. Noi ci opporremo alla trasformazione di questo progetto in un bancomat di stato”.

Una posizione ferma quella di Bonelli che a Today.it ha dichiarato: "Stanno realizzando un meccanismo blindato, è una procedura studiata molto bene che di fatto impedisce di analizzare gli atti e investe parecchi soldi, in particolar modo nella progettazione". Ma qual è lo scopo? "Hanno recuperato il progetto vecchio per salvare la gara d'appalto con WeBuild ma non ne conosciamo i dettagli, sono segreti. Non siamo in Corea del Nord e l'accessibilità degli atti dovrebbe essere garantita".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rischio sull'aumento costi e mancata trasparenza, il Ponte ancora sotto la lente dell'Anac

MessinaToday è in caricamento