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Martedì, 5 Marzo 2024
Cronaca

Cortocircuito governo-regione sul Ponte, Schifani: "Rimodulazione dei fondi non concordata"

Il governatore prende le distanze sulla quota di compartecipazione prevista da Palazzo Chigi. E intanto si scontrano Forza Italia e Lega

Il Ponte crea un vero e proprio cortocircuito nel centrodestra. Dopo la rimodulazione dei fondi necessari a realizzare l'opera, arriva l'inaspettata presa di posizione di Renato Schifani. In una nota, il governatore ha di fatto preso posizione sulla scelta del governo sulla quota di partecipazione che la Regione Siciliana dovrà garantire.

"Il governo regionale della Sicilia ha sempre espresso totale disponibilità verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera che considera strategica, e per questo la giunta si era impegnata a destinare un miliardo di euro di risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, dandone tempestiva comunicazione al ministro Salvini con una nota del 18 ottobre. La decisione governativa per cui la quota di compartecipazione della Regione Siciliana debba essere invece di 1,3 miliardi di euro non è mai stata condivisa dall’esecutivo regionale. L’auspicio della Presidenza della Regione è che il ministro Salvini si possa attivare per restituire le maggiori risorse sottratte alla Sicilia, necessarie per sostenere importanti investimenti per lo sviluppo dell’Isola".

Ulteriore benzina sul fuoco dopo il primo "scontro" in famiglia sulla manovra che ha, inaspettatamente, causato le proteste anche all'interno dello stesso centrodestra. La prima accusa era arrivata dal deputato di Forza Italia Tommaso Calderone ritenendo inamissibile la scelta di addebitare altri costi alla Regione. A fargli eco la senatrice azzurra  Daniela Ternullo: "Il Ponte sullo Stretto è da sempre una battaglia di Forza Italia: riteniamo sia una infrastruttura fondamentale non solo per la Sicilia ma per tutto il Paese. Proprio per questo, invitiamo il governo a individuare coperture alternative rispetto a quelle indicate nell'emendamento alla manovra, in cui si sottraggono risorse preziose alla Regione siciliana".

Sulla questione ha poi replicato il senatore della Lega Nino Germanà, smentendo di fatto quanto paventato dai colleghi forzisti. 

“Quella di Tommaso Calderone è un’affermazione che ci stupisce: una reazione del genere potremmo aspettarcela da certa sinistra che è contro lo sviluppo delle nostre terre, non certo da parlamentari del partito di Berlusconi. L’auspicio è che Tajani prenda le distanze da tali surreali dichiarazioni. È incredibile la critica sulla destinazione dei fondi di sviluppo e coesione al Ponte sullo Stretto indicata come sottrazione di risorse a Sicilia e Calabria come se Messina e Villa San Giovanni fossero in altre regioni. Inoltre, come più volte ribadito, nessun euro dei fondi PNRR, SIE, FSC e altri piani complementari (per un totale di 309 miliardi di euro) andrà perso. Questo risultato si ottiene posizionando i progetti più avanzati sul PNRR e quelli da realizzare su altri fondi, senza eliminare nessuna opera. Quindi, nessuno ‘scippo’ ma ‘saldo’ di risorse per le regioni Sicilia e Calabria. Oltretutto, finalmente, spendendo tutti i fondi e spendendoli bene, grazie alla determinazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, si realizzerà un progetto importante e con grande capacità di crescita per tutto il Meridione”.

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