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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Il futuro della stazione centrale dopo il Ponte: meno binari e waterfront liberato

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo scalo tra Contesse e Gazzi. L'attuale impianto verrebbe ridimensionato. Parte delle aree tornerebbero a disposizione dei messinesi. Intanto i contrari all'opera annunciano una nuova protesta

Tra le tanti rivoluzioni attese in caso di realizzazione del ponte sullo Stretto, ci sono quelle legate all'infrastruttura ferroviaria. Com'è noto il progetto prevede la realizzazione di tre nuove fermate urbane (Europa, Annunziata e Papardo) insieme ad una nuova stazione tra Contesse e Gazzi, chiamata non a caso "Messina Ponte". Sarebbe questo l'impianto destinato ad ospitare il traffico a lunga percorrenza da e per il Continente fungendo come nodo tra le linee per Siracusa e Palermo. Ma a riguardo va considerato anche il futuro tracciato ad una alta capacità, in corso di realizzazione, che permetterà di raggiungere il capoluogo siciliano passando per Catania, Enna e Caltanissetta.

Ma quale sarà il futuro dell'attuale stazione centrale? Sicuramente rimarrà operativa come capolinea per il traffico regionale ma andrà incontro ad un netto ridimensionato. Difficile che tutti i dieci binari attualmente utilizzati dai treni passeggeri resteranno operativi, più probabile una netta razionalizzazione con il mantenimento inoltre del collegamento con le invasature. La stazione Marittima dovrà infatti restare operativa per mantenere il collegamento via traghetto in caso di impossibilità di utilizzare l'attraversamento stabile.

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Depotenziando la "Centrale", Messina potrebbe al contempo recuperare una vasta area che comprende anche il fascio binario per il traffico merci. Si tratterebbe di una vasta porzione di superficie in termini di waterfront, vista la vicinanza dal mare. L'edificio, invece, secondo i piani del Comune potrebbe essere utilizzato per attività commerciali e sociali, come già avviene in altre città italiane.

Ma la titolarità di aree e fabbricati appartiene alle Ferrovie dello Stato Italiane a cui spetta ogni decisione finale e un eventuale accordo con l'amministrazione locale. A riguardo la stessa Stretto di Messina prevede uno scenario simile a quello descritto. "La realizzazione della nuova Stazione ferroviaria di Messina - spiega la società - è di competenza di Rete Ferroviaria Italiana. Quest’ultima sulla base delle istanze provenienti dall’Amministrazione Comunale ha elaborato un nuovo progetto che localizza la stazione più a sud della Città tra Gazzi e Contesse, con il collegamento ferroviario al ponte. La nuova soluzione potrebbe consentire tra l’altro la liberazione, il recupero e la riqualificazione urbanistica del water front di Messina in zona Falcata, restituendo alla città un’importante area".

Sulle altre infrastrutture ferroviare la società di cui Pietro Ciucci è l'amministratore delegato conferma: "Il progetto del ponte comprende 40 km di raccordi stradali e ferroviari di collegamento al territorio. In questo ambito, su indicazione del Comune di Messina, verranno realizzate tre fermate ferroviarie in sotterraneo (Papardo, Annunziata, Europa) che unite alle stazioni di Messina, Villa S. Giovanni e Reggio daranno concretezza al sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria, al servizio degli oltre 400.000 abitanti dell’area dello Stretto. Le tre nuove fermate ferroviarie sono posizionate in modo da servire tre distinte aree cittadine, in particolare: Papardo, baricentrica alle aree dell’Università e Polo Ospedaliero; Annunziata, in zona ad alta densità abitativa, a 500 m. dalla Città Universitaria; Europa, in centro all’intersezione tra V.le Europa e V.le Italia".

I No Ponte: "Fermiamo questa invasione*

Intanto i contrari all'opera annunciano una nuova protesta. Nel pomeriggio è prevista una "passeggiata" nei quartieri di Contesse e villaggio Unrra, interessati dagli espropri. Ad organizzarla è spazio No Ponte che parla di "invasione" e promuove dalle 15.30 un confronto pubblico con la cittadinanza. "L’estate che viene sarà un’altra estate di lotta e se davvero dovessero essere avviati i cantieri saranno quelli i luoghi in cui porteremo la nostra opposizione. I prossimi giorni saranno, invece, dedicati a creare eventi di discussione e mobilitazione sui luoghi che più fortemente sarebbero coinvolti nel processo di devastazione cui verrà sottoposta la città. Sabato 20 Aprile saremo a Villaggio UNRRA e Contesse per una passeggiata no ponte, con concentramento nella piazza della Scuola Salvo D’Acquisto, Via Calispera n° 23, alle 15:30, con l’obbiettivo di manifestare contro la prosecuzione dell’iter del ponte e aprire una discussione pubblica in un contesto che sarebbe quello che dopo la zona di Faro/Ganzirri sarebbe la più colpita dai cantieri".

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