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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Protesta "trasversale" su manovra e ponte, Calderone (Fi): "Ancora costi a carico della Sicilia, inaccettabile"

Il deputato azzurro contro l'emendamento del governo: "Si dovrebbe pensare a eliminare gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità e invece si agisce al contrario. Chiederò a Schifani una audizione in Commissione per pianificare un intervento a difesa della Sicilia e dei siciliani"

E’ trasversale la protesta che monta dopo la rimodulazione dei fondi destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Il quarto emendamento annunciato dal governo sulla manovra rimodula i fondi stanziati per l’infrastruttura prevedendo una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi (su un totale di circa 11,6 miliardi al 2032). Le risorse risparmiate dallo Stato vengono recuperate dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e 1.600 dalla quota destinata alle regioni Calabria e Sicilia.

Una proposta di modifica che “sembra ragionevole” al ministro Matteo Salvini che ai microfoni di Radio 24 parla di “una compartecipazione minima di Sicilia e Calabria”.

“Se ad ora ci mettono il 10 per cento e lo Stato il 90 per cento mi sembra giusto", ha affermato garantendo che la proposta "è stata condivisa con i presidenti" delle due Regioni.

Ma non sarà una passeggiata per il presidente della Regione Renato Schifani che dovrà dare spiegazioni in merito anche agli alleati.

“Ritengo inammissibile che venga posto a carico della Sicilia una ulteriore parte della somma necessaria per costruire il Ponte sullo Stretto – è la dichiarazione del deputato di Forza Italia Tommaso Calderone - Nella legge di bilancio, leggo, si intendono utilizzare una rilevantissima parte di fondi destinati alla Sicilia per altre opere, per il Ponte. Si parla di un miliardo e sette. È inaccettabile. Si dovrebbe pensare, per principio costituzionale, a eliminare gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità e invece si agisce al contrario, rendendo vano il grande lavoro che sta svolgendo il presidente della Regione Siciliana Schifani con il quale concorderò per le vie brevi, una audizione in Commissione per pianificare un intervento a difesa della Sicilia e dei siciliani", conclude il presidente della Commissione Bicamerale Insularità.

E se la proposta trova ostacoli anche da parte di chi alla costruzione del ponte è favorevole, è facile immaginare quale sarà la posizione di chi ne contrasta la realizzazione.

Per il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia si tratta dell’ennesimo “scippo ad un fondo che serve ad altro come la sanità pubblica mentre il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs Angelo Bonelli parla di “golpe contro il Sud”.

“È stato presentato un emendamento che toglie due miliardi e trecento milioni di euro al fondo sociale di coesione, ovvero a progetti per il sud, per finanziare il ponte sullo Stretto di Messina – ha detto Bonelli - Un emendamento che trova la sua ragione in relazione al fatto che la regione Sicilia ha rinunciato a finanziare con propri soldi lo stesso ponte. La risposta del Governo è stata quindi sottrarre risorse al sud per finanziare le follie di Salvini".

Rincarano la dose i movimenti no pontisti. “Il ponte sullo Stretto è un furto. Lo abbiamo sempre saputo e detto. E’ un furto ai danni del nostro territorio, del nostro paesaggio, del nostro futuro – si legge in una nota di Spazio NoPonte - Adesso c’è la confessione firmata e certificata nella Legge di Bilancio. Gli 11,6 miliardi per la realizzazione del ponte sono solo messi lì, ipotetici, in attesa di trovare risorse alternative a quelle pubbliche. Servono a permettere l’approvazione del Progetto definitivo da parte del CIPESS, che non potrebbe avere luogo, appunto, senza la fonte di finanziamento. I soldi veri, invece, quelli che serviranno a pagare i progettisti, la governance, il Comitato Scientifico e l’avvio dei lavori sono presi dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Sarà, insomma, solo una partita di giro. Risorse già destinate a infrastrutture per la Sicilia e la Calabria verranno concentrate sul ponte, impoverendo ulteriormente le due regioni. Abbiamo davanti una chiara politica economica estrattivista che espropria i territori e i loro abitanti per foraggiare le élite. E ci chiedono, poi, perché faremo di tutto per impedire tanto scempio… Dovrebbero dirci, al contrario, perché non dovremmo farlo”.


 

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