Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Commissariamento e "resurrezione" della Stretto di Messina Spa: i due step per realizzare il Ponte

La strada tracciata dall'assessore regionale Marco Falcone in attesa di ricevere il definitivo feedback da Roma. Si punta a ridurre la burocrazia per sfruttare il Recovery. In Parlamento resta caldo il dibattito mentre dall'Ance arriva la proposta: mobilitazione di tutte le forze sociali

Nonostante i rigidi paletti dell'Unione Europea, la possibilità di inserire il ponte sullo Stretto nel Recovery Fund c'è, nonostante il diniego del ministro Giovannini. L'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha individuato un percorso per rimettere in moto la macchina burocratica e avviare l'opera.

Il progetto c'è ed è canteriabile in pochi mesi. Lo ha redatto nel 2003 Eurolink e adesso è la cordata Webuild a volerci mettere le mani. Il primo step - secondo Falcone - prevede l'abrogazione della norma che definanzia l'opera per poi riprendere il discorso da dove il governo Monti lo aveva interrotto attraverso la nomina di un commissario straordinario. L'ultimo passaggio è forse il più controverso: rimettere in piedi la Stretto di Messina Spa, tutt'ora in liquidazione, ma ancora in grado di succhiare 1.500 euro al giorno dalle casse dello Stato. Si deve fare in fretta e per questo, come ribadito dallo stesso governatore Musumeci, è fondamentale l'appoggio del governo Draghi ancora chiamato a dare una risposta definitiva attraverso il parere della commisione tecnica voluta dall'ex ministro De Micheli. Il dibattito in Parlamento resta caldo: l'ultima commissione Trasporti ha lavorato sul testo del Pnrr da portare all'attenzione dell'Europa, dando l'ok alla realizzazione dell'alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria, lasciando di fatto aperta la possibilità di un collegamento stabile con la Sicilia.

Intanto, da Italia Viva l'ennesimo invito ad accelerare i tempi. "Abbiamo chiesto con chiarezza anche due cose - ha detto Luciano Nobili - che sia finalmente trasmessa al Parlamento la relazione tecnica del Mit sul Ponte sullo Stretto di Messina che aspettiamo da dicembre e che, sulla scorta di quelle valutazioni, si dia una risposta certa sull'opera e sulla possibilità che parte di essa o delle opere connesse siano finanziate nell'ambito del Recovery Plan. È un'opera che serve al rilancio, non solo infrastrutturale, del Mezzogiorno e di tutto il Paese. È tempo di fare chiarezza".

Dall'Ance l'appello per una mobilitazione di tutte le forze sociali

Dopo l'idea-provocazione del sindaco De Luca pronto a fondare un movimento meridionalista, all'appello si uniscono anche le associazioni di categoria come quelle dei costruttori edili. "Il mondo delle costruzioni di tutto il Mezzogiorno, ed in particolare della Sicilia e della Calabria - scrive il presidente di Ance Messina Pippo Licciardello - non riesce a capire le motivazioni che bloccano l'avvio immediato di un'opera strategica per l'intero Paese, attivando, cosi', l'occupazione di migliaia di unità lavorative, non riesce a comprendere il rifiuto ostinato, anche da parte del governo in carica, all'inserimento del ponte sullo Stretto nel recovery plan, perché non realizzabile entro il 2026. Tutti i Paesi della Unione Europea hanno già redatto recovery plan in cui sono utilizzate distinte coperture finanziarie e, quindi, anche l'Italia potrebbe utilizzare, per la realizzazione del ponte, le risorse ancora non impegnate del fondo Coesione e Sviluppo 2014 - 2020. Occorre una mobilitazione di tutte le forze sociali, politiche, economiche, delle istituzioni presenti sul territorio per sottoscrivere un impegno comune affinche' si realizzi, finalmente, questa infrastruttura capace di fare entrare, davvero, tutto il nostro Paese in Europa e nel mercato globale. L'Ance Messina ha predisposto un elenco dei punti che gia' adesso consentono di iniziare i lavori prima possibile e, come presidente dell'associazione di costruttori messinesi, chiedo l'adesione di sindacati, associazioni imprenditoriali, partiti politici, movimenti, parlamentari regionali, nazionali ed europei, sindaci, universita', centri di ricerca a questo documento, affinche' esso sia un punto di partenza per sostenere, oltre le appartenenze ideologiche, di parte o di categoria, la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina".

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