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Cantieri Ponte e soccorsi in caso di eventi naturali, la Protezione civile al ministero: "Servono studi e approfondimenti"

I dirigenti Cocina e Manfrè hanno messo nero su bianco le loro perplessità anche alla Stretto, presidente della Regione e Prefettura: dalla lettura dei contenuti progettuali acquisiti dalla piattaforma non c'è traccia del rischio indotto da eventi eccezionali e sulle contromisure

Cosa succederà durante le fasi di esercizio e realizzativa del Ponte sullo Stretto al sistema di Protezione civile nel caso di eventi eccezionali che possono generare situazioni critiche? La risposta non c'è. Quantomeno non si evince dalla lettura dei contenuti progettuali acquisiti dalla piattaforma e dalle informazioni rese durante la conferenza dei servizi del 16 aprile scorso.

Lo scrivono a chiare lettere in una nota indirizzata al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e alla società Stretto di Messina, i dirigenti regionale e provinciale di Protezione civile Salvatore Cocina e Bruno Manfrè. Due pagine in cui chiedono una serie di chiarimenti che il delegato della protezione civile regionale non ha avuto modo di esporre in sede di videoconferenza ("ha provato a intervenire senza successo, alzando la mano e inserendo una richiesta tra commenti").

"La costruzione di un Attraversamento stabile dello Stretto di Messina rappresenta una infrastruttura strategica ai fini di protezione civile e in questa prospettiva vanno considerate le refluenze che la stessa avrebbe (sia in esercizio che in fase realizzativa) nei casi di attivazione del sistema di protezione civile per eventi di livello comunale, regionale e nazionale", scrivono Cocina e Manfrè in due pagine protocollate il 23 aprile.

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"Dalla lettura dei contenuti progettuali - scrivono -  acquisiti dalla piattaforma e dalle informazioni acquisite durante la videoconferenza del 16 aprile, risulta che nell'analisi dei rischi (Stima dell'incidentalità attesa e gravità delle conseguenze - Metodologia GE0046_FO) si evidenzia che "Il presente documento non tratta del rischio indotto nel sistema da eventi eccezionali che possono generare situazioni particolarmente critiche nei singoli componenti il sistema e di conseguenza nella circolazione stradale (quali ad esempio eventi metereologici eccezionali, sisma, instabilità dei versanti ecc...).

Secondo il dipartimento regionale di Protezione civile "Occorre una valutazione dello scenario di danno, sia nella fase di esercizio che realizzativa, nel contesto urbanistico e ambientale che si determinerebbe nel comprensorio siculo-calabro in caso di eventi naturali di rilevante impatto (meteo, sismico, incendi, maremoto) per interferenze tra i cantieri e il sistema dei soccorsi e il piano di emergenza". Gli uffici aspettano le eventuali misure compensative e correttive da mettere in campo per garantire l'efficacia del sistema di protezione civile. 

Il documento firmato Cocina e Manfrè è stato trasmesso il 23 aprile anche alla presidenza della Regione, al dipartimento nazionale di Protezione civile, alla prefettura, al Comune e alla Città metropolitana di Messina aspetta il riscontro su "tali studi e approfondimenti", che consentirebbero di dare una "rappresentazione chiara degli effetti degli eventi naturali di rilevante impatto e di individuare le eventuali misure compensative e/o correttive da adottare per garantire l'efficacia dell'azione del sistema di protezione civile".

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