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Cronaca

Ponte, Salvini è soddisfatto mentre i contrari attaccano: "Solo e soltanto chiacchiere"

Le reazioni dopo l'ok della Stretto di Messina all'aggiornamento del progetto definitivo

Non tardano ad arrivare i commenti dopo l'ok della Stretto di Messina Spa all'aggiornamento del progetto definitivo del Ponte. E non poteva essere altrimenti vista l'importanza dell'opera e del relativo dibattito che, tra favorevoli e contrari, alimenta le cronache politiche ormai da anni. Da un lato c'è l'ottimista Matteo Salvini che esulta dopo l'ok al progetto e promette l'avvio dei cantieri entro il 2024. Dall'altro chi non ritiene utile l'opera e non crede a quanto finora messo nero su bianco nel progetto che si attende di poter leggere. 

Andiamo con ordine. Il vicepremier, nella sua veste di ministro alle Infrastrutture e Trasporti, rinnova le promesse mentre è in corso l'incontro con le regioni Calabria e Sicilia ed i sindaci di Messina e Villa San Giovanni. "Stamattina si è tenuto il Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina che ha approvato la relazione di aggiornamento del progetto definitivo. Il Ponte sullo Stretto porterà lavoro, sviluppo e crescita - ha aggiunto il leader della Lega -, non solo in due regioni affamate di infrastrutture e di lavoro, ma in tutta Italia. Infatti i dati di enti terzi, penso a Open Economics, distribuiscono in tutta Italia le ricadute occupazionali e di ricchezza in tutte le Regioni. La prima regione a incremento di Pil e posti di lavoro creati sarà la mia Lombardia. È un'opera che unisce l'intero Paese". 

Insieme al senatore Nino Germanà esultano anche i consiglieri comunali della Lega. "Il via libera della Stretto di Messina all'aggiornamento del progetto definitivo del ponte che finalmente unirà la Sicilia all'Europa è la prova che questo Governo e il nostro leader e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini quando promettono qualcosa la mantengono”. Così i consiglieri comunali della Lega Mirko Cantello, Giulia Restuccia ed Emilia Rotondo e di Prima l'Italia Giuseppe Villari, Amalia Centofanti e Rosaria D'Arrigo commentano il via libera della società concessionaria arrivato oggi.

“Nelle ultime settimane abbiamo assistito in Aula ad audizioni di persone contrarie al ponte che si dicevano sicure anche dell'assenza del progetto. Il sì del Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina conferma invece quanto noi diciamo da anni. Il tempo delle chiacchiere inutili, accompagnate da altrettanto inutili e stravaganti marce, è definitivamente alle spalle. Adesso l'amministrazione Basile si concentri sulle azioni che le competono per agevolare in ogni modo la concessionaria e l'impresa costruttrice e metta da parte la timidezza dimostrata finora sull'opera”.

Di tutt'altro avviso il Comitato "Invece del Ponte" che attende di leggere le carte e nel frattempo smonta gli annunci su occupazione e sicurezza. "Dopo essere stata 'secretata' per oltre quattro mesi, viene oggi approvata la “Relazione di aggiornamento” del progetto preliminare. Naturalmente tutti noi (associazioni, cittadini, tecnici, parlamentari, componenti della Conferenza dei servizi), attendiamo di vederne il contenuto prima di esprimerne un giudizio e una valutazione. Al momento leggiamo che la Relazione attesta la rispondenza del Progetto Definitivo (del 2011) alle prescrizioni contenute nell’approvazione del Progetto Preliminare (del 2002). In pratica attesta che 13 anni fa era stato redatto un Progetto Preliminare che si adeguava a prescrizioni indicate 22 anni fa. Se è così, è una comica. Voluta dalla legge “speciale” per il ponte, ma sempre comica. Poi, indicazioni “di adeguamento” che il Progetto Esecutivo dovrà rispettare, relative a norme tecniche, sicurezza, regole di programmazione “di cui ai manuali di progettazione attualmente in uso”, evoluzione tecnologica, prove sperimentali indicate dal Comitato Tecnico Scientifico. Vedremo il contenuto di queste indicazioni, ma tre quarti di questi argomenti sono ovvietà: come potrebbe un Progetto Esecutivo non rispettare le norme tecniche, di sicurezza, l’evoluzione tecnologica o le regole di programmazione dei “manuali attualmente in uso”? Apprendiamo che i tempi di costruzione previsti sono già cresciuti di un anno: 7 anni anziché 6. Il comunicato di Stretto di Messina, poi, smentisce da solo la bufala dei 120.000 lavoratori: SdM comunica che l’occupazione diretta del ponte sarà in media di 4.300 lavoratori/anno, con “picchi” di 7.000 nelle fasi maggiore intensità. Significa che i lavoratori che per sette anni saranno occupati nella costruzione del ponte saranno circa 3.500, a fronte di 15 miliardi di costo e della devastazione, invasione, distruzione che l’area dello Stretto dovrebbe subire per “fare spazio” a quest’inutile spreco. Lo avevamo detto più volte e la “Stretto di Messina” lo conferma, giocando con le parole: i numeri sull’occupazione a quattro e cinque zeri si riferiscono non a “lavoratori”, ma a “Unità di Lavoro Annue”.

"E moltiplicano fittiziamente i “posti di lavoro” - continua la nota -. Un lavoratore impiegato per 7 anni nella costruzione del ponte è, ovviamente, un “posto di lavoro”, ma vale nei conti di facciata della Stretto di Messina 7 “Unità di Lavoro Annue”.Capito il trucco? I risparmi di tempo dei treni, poi, sono fasulli. Si confrontano con un sistema di attraversamento dinamico obsoleto, superato dalle sperimentazioni già consolidate che consentono, secondo le comunicazioni ufficiali delle Ferrovie, di risparmiare 40’. E un sistema più moderno di attraversamento, con navi più grandi ed ecologiche, consentirà di risparmiare anche più di 50’ sui tempi attuali. Il “risparmio di tempo” del ponte sarebbe quindi molto minore di quanto prospettato, riverberandosi sull’asserito saldo positivo dell’Analisi Costi-Benefici. Aspettiamo, finalmente, di vedere le carte. Perché il dibattito pubblico che il DL 35 vuole negare ce lo prenderemo con gli argomenti e con la legge".

WWF: "Fuga in avanti pesa sulle spalle del Paese"

L'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina è una fuga in avanti che ricade sulle spalle del Paese, visto che ad oggi il governo ha immobilizzato sino al 2032 ingenti risorse senza avere stime credibili sull’entità dei costi finali dell’opera, sulla sua redditività dal punto di vista economico-finanziario, sulle pesantissime ricadute sull’ambiente e il territorio''. Lo dichiara il Wwf Italia secondo cui ''non si capisce come il governo abbia potuto impegnare ingenti risorse pubbliche senza avere una stima finale dei costi''. 

Quanto alla compatibilità ambientale dell’opera - continua il Wwf nella nota riportata da La Presse- 'il progetto definitivo aggiornato, elaborato da Eurolink, dovrà rispondere, in una nuova procedura di Valutazione di impatto ambientale, alle richieste di integrazione contenute nella verifica di ottemperanza\'\'. Inoltre \'\'la commissione tecnica ministeriale dette una Valutazione di incidenza negativa sugli habitat prioritari del Sic Capo Peloro-Laghi di Ganzirri e sull’avifauna appartenente a specie di interesse conservazionistico comunitario della Zps Costa Viola e della Zps Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennamare e area marina dello Stretto".

No Ponte Capo Peloro: "Pronti alla mobilitazione per chi verrà espropriatro"

Il comitato Noponte Capo Peloro a partire da Sabato 17 Febbraio avvia una campagna d'informazione porta a porta in vista dell'assemblea "Siamo tutti espropriandi" convocata per Sabato 16 Marzo ore 17.00 presso  Capo Peloro Resort  in via circuito.

Il programma di sabato 17 febbraio dalle ore 10:00 prevede un volantinaggio porta a porta con la distribuzione di un vademecum informativo sulle procedure d’esproprio nelle zone di
• Via Circuito Torre Faro
• Via Margi Torre Faro
• Lungo Lago Ganzirri
• Salita Frantinaro Granatari
• Viale Annunziata Messina

"Ci sono ancora ampi margini per bloccare le illegittime procedure del progetto e della realizzazione di un’opera campata per aria. Ma che fare se dovessero partire veramente i lavori propedeutici del ponte?
Cosa potrebbero fare gli espropriandi, coloro che potrebbero  essere soggetti a servitù, tutti i cittadini che sarebbero costretti a vivere circondati dai cantieri, dai mezzi di lavoro, dall’inquinamento acustico ed atmosferico determinato dai lavori del ponte? Di questo e di tanto altro si parlerà all'assemblea degli espropriandi nella convinzione che il ponte sullo Stretto è un'opera devastante che bisogna contrastare con tutti i mezzi che la nostra Costituzione ci mette a disposizione".

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