Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Ponte sullo Stretto, il progetto esecutivo ancora non c'è: parola di Ciucci che nega gli atti al Wwf

Gli ambientalisti avevano chiesto di poter visionare ed estrarre copia di tutti i documenti inerenti la relazione di aggiornamento. La risposta del manager: "Si deve pancora verificare la completezza generale e la congruità rispetto alle previsioni del Decreto”

Il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto? Semplicemente non esiste perché la relazione di aggiornamento presentata è ancora "in fase di istruttoria ed esame da parte degli Uffici della società al fine di verificare la completezza generale e la congruità rispetto alle previsioni del Decreto”.

E’ quanto mette nero su bianco la Società Stretto di Messina nella lettera di risposta inviata al Wwf che ha fatto richiesta di accesso agli atti per poter “visionare ed estrarre copia di tutti i documenti completi o quanto altro inerente la relazione di aggiornamento del progetto definitivo denominato Ponte sullo Stretto di Messina, nonché avere indicazione del responsabile del procedimento e dei relativi tempi di definizione dello stesso”.

Il “rifiuto”, firmato da Pietro Ciucci lunedì scorso e spedito per conoscenza anche al ministero delle Infrastrutture, richiama decreto e vari commi ma la sintesi è chiara: la Stretto non uscirà nessun atto perché  “il Decreto ha previsto un articolato meccanismo di aggiornamento del progetto definitivo dell'Opera” che di fatto ancora non c’è anche se non passa giorno senza che il Mit sbandieri una data di inizio del cantiere previsto per l’estate del 2024 e perfino di fine lavori, verosimilmente entro luglio 2030, come sostenuto dalla sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento Matilde Siracusano ai microfoni di “Un giorno da pecora”. 

Nel mezzo, fra le due date, c’è l’impegno voluto dal Governo dal 2024 al 2032 nella Manovra per la progettazione definitiva ed esecutiva del ponte  con costi che oscillano tra gli 11,6 miliardi della manovra e i 14,6 miliardi del DEF che non si capisce bene – secondo le opposizioni – con quale criteri è stato quantificato dal momento che il Governo non ha contezza di tutti i possibili oneri, a cominciare da quelli ambientali perché – come precisa lo “storico amministratore delegato della Stretto - “il procedimento è tuttora in corso, anche con riferimento segnatamente alla componente ambientale, la richiesta di accesso, come formulata da Codesta Associazione, non può essere utilmente presa in considerazione”.

Ma fa di più Ciucci. Mette in dubbio anche la “effettiva sussistenza degli elementi soggettivi ed oggettivi di legittimazione” dell’associazione ambientalista ad avanzare la richiesta.

Ora Wwf sta valutando se contestare o meno la risposta del manager. Nel frattempo ha nuovi elementi per definire “una cambiale in bianco” l’impegno del governo Meloni per il Ponte sullo Stretto e contestare  “l’approssimazione della valutazione degli impatti ambientali e degli aspetti economico finanziario”. Elementi già riscontrati dal Servizio Bilancio del Senato il quale nella sua Relazione n. 95 sulla Finanziaria del novembre 2023 chiede sull’articolo 56 con il quale si finanzia il ponte una “verifica circa la congruità delle risorse stanziate” e segnala come la quantificazione finale dei costi debba essere “demandata al futuro piano economico-finanziario della concessione”.

“Siamo più in alto mare di quanto sembri”, commenta ora il Wwf, che sottolinea come, sulla base di una risposta formale avuta dallo Stretto di Messina SpA a firma dell’AD Pietro Ciucci, risulta che non esista nemmeno una versione definitiva e completa della relazione affidata al progettista (richiesta dall’art. 3 comma 3 del decreto-legge n. 35/2023) che verifichi la rispondenza e la conseguente indicazione di nuove prescrizioni nel passaggio tra progetto preliminare ed esecutivo.
Il Wwf ricorda anche che, a suo tempo, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale Via e Vas dette il suo parere n. 1185 il 15/3/2013 sulla verifica di ottemperanza del progetto definitivo del 2011 elaborato da Eurolink, indicando ben 27 prescrizioni di cui solo 6 risultavano ottemperate, 18 parzialmente ottemperate e 1 non ottemperata (altre 2 non competevano al Ministero dell’Ambiente). Soprattutto la Commissione tecnica ministeriale espresse una Valutazione di Incidenza negativa (valutazione degli effetti diretti o indiretti sui siti della Rete Natura 2000, tutelati dall’Europa) sugli habitat prioritari del SIC ITA03008 Capo Peloro – Laghi di Ganzirri e sull’avifauna appartenente a specie di interesse conservazionistico comunitario della ZPS IT IT9350300 Costa Viola e della ZPS ITA030042 Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennamare e Area Marina dello Stretto.

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