Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Per i No Ponte c'è anche il rischio subsidenza: cedimenti alle case durante i cantieri

Il Comitato punta il dito contro la mancanza di aggiornamenti nelle carte del progetto. Sono 944 gli edifici monitorati

Non solo espropri. In cima alle preoccupazioni del Comitato No Ponte Capo Peloro c'è anche il rischio "subsidenza": ovvero il possibile cedimento degli edifici durante i cantieri. Sarebbero 944 le case a rischio confrontando le carte del progetto che però, a detta del Comitato, risultano lacunose.

Per questo il comitato Noponte Capo Peloro "ha fatto un certosino lavoro di "interpretazione" delle mappe progettuali ed individuato strade e quartieri cittadini (da Gazzi a Serre, da via del Santo a Sperone, passando per viale Europa, via T.Cannizzaro, Giostra, San Licandro) per consentire a tutte/i di sapere se e come la propria abitazione possa essere interessata dai lavori del ponte anche in centro cittadino e rischiare di subire da semplici fessurazioni sulle facciate, difficoltà ad aprire porte e finestre, inclinazioni di muri, rotture di tubazioni a perfino instabilità dell'edificio".

"Sul sito facebook del comitato - spiega la nota - abbiamo pubblicato un estratto delle mappe progettuali, in allegato un esempio del lavoro di "interpretazione" che abbiamo fatto per la zona di via del Santo. Il progetto del ponte sullo stretto si dimostra essere sempre di più un progetto devastante che coinvolge l'intera città da nord a sud mettendo a rischio il nostro territorio e le nostre case. Per questo continueremo ad opporci con forza per impedirne la costruzione ed a denunciarne pubblicamente l'inutilità ed i rischi per il nostro territorio".

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