Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Ponte sullo Stretto, cambia la compagine sociale di Eurolink: la famiglia Mainetti entra nell'affaire

Il giudice accoglie il ricorso della "nuova" Condotte: entro sette giorni la consegna delle azioni. Intanto sul futuro dell'opera il ministro rassicura: "I fondi ci sono, costerà meno del reddito di cittadinanza"

"Il Ponte costerà 11-12 miliardi, una cifra ragionevole, una cifra che è meno della metà di quello che è costato finora il reddito di cittadinanza. Solo che il reddito si esaurisce subito, il Ponte sarà l'opera più importante dell'inizio del secolo ventunesimo, un biglietto da visita straordinario di questo governo e dell'Italia\". Lo dice il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, in un'intervista a Il Giornale. Sul fatto che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, abbia fatto capire che mancano risorse per un progetto così costoso, "no, sono fesserie che scrivono i giornali".

Intanto sulla vicenda Ponte, e soprattutto su chi si dovrà occuparsi della realizzazione dell’opera emergono sempre più rilevanti interessi che ridisegnano anche una nuova compagine societaria del consorzio Eurolink che, senza una nuova gara, dovrà occuparsi della realizzazione dell’infrastruttura.

Nei giorni scorsi infatti il Tribunale di Milano ha ordinato al neo presidente di Eurolink De Gennaro di consegnare il pacchetto azionario che già apparteneva alla società Condotte, in amministrazione giudiziaria, acquisita da Sorgente (attraverso Tiberiade Holding), il gruppo  immobiliare che fa capo alla famiglia Mainetti. 
E’ quanto riporta “la Verità” che parla di poste in palio appetitose e spiega la disputa giudiziaria.

“Che la posta in palio sia di quelle appetitose devono averlo pensato anche Webuild, l’ex Impregilo, la più grande società di costruzioni italiana che controlla la maggioranza relativa, il 45 per cento della stessa Eurolink e l’azienda Condotte, altro colosso edile che però non se la passa altrettanto bene e sta per uscire dopo anni burrascosi da una procedura di amministrazione straordinaria - scrive La Verità - Al punto che entrambe si sono rivolte al Tribunale di Milano per dipanare la matassa: chi ha diritto a detenere il 15 per cento delle azioni del general contractor (Eurolink appunto) presieduto dall’ex capo della polizia Gianni De Gennaro? La disputa che va avanti a colpi di carte bollate da settimane è stata risolta dal giudice Nicola Fascilla che ha ordinato a Eurolink di “consegnare entro 7 giorni dalla comunicazione del provvedimento alla società italiana per Condotte d’Acqua in amministrazione straordinaria il certificato azionario rappresentativo delle 22,500.000 azioni del consorzio” e ha condannato Eurolink al pagamento di una somma pari a euro 10.000 in favore di Condotte per ogni giorno di ritardo nella consegna delle azioni. Visto che nel frattempo l’azienda Condotte è stata acquistata da Sorgente, il gruppo immobiliare che fa capo alla famiglia Mainetti, a breve il 15 per cento verrà girata alla nuova proprietà”.

Una vicenda che rafforza i rilievi già formulati anche dall’Anac sulla legittimità della norma che attribuisce l’esecuzione dell’opera a Eurolink. Secondo gli l'Autorità nazionale anticorruzione infatti la società a cui era stato affidata l’esecuzione dell’opera ormai più di dieci anni fa “non esiste più”. Le componenti sono diverse perché è cambiata la proprietà delle azioni.

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