Cronaca

Ponte, stop al limite dei 240mila euro di stipendi ai manager: "Una mangiatoia per patrioti a spese degli italiani"

Monta la polemica sul tentativo di cancellare il tetto agli emolumenti dei dirigenti della Stretto. "Paradossale continuare a finanziare una società che ha ancora un contenzioso aperto contro lo Stato"

Non solo misure contro il caro-voli,  aumento delle licenze per i taxi e poteri speciali per l'utilizzo di tecnologie  utili alla messa in sicurezza e  ricostruzione di strade, ponti e viadotti dopo le alluvioni.  Il Decreto legge dal titolo che sembra suggerito da un imprenditore rampante: “Asset e investimenti”, comprende misure urgenti a tutela degli utenti e disposizioni in materia di investimenti e dovrebbe andare al prossimo Consiglio dei ministri atteso per lunedì,  forse l'ultimo prima della pausa estiva.

In uno dei 24 articoli torna in primo piano la società Stretto di Messina con la sua emorragia di fondi. Nella bozza del disegno di legge infatti – scrive AdnKronos - è previsto anche l’aumento di capitale per la società incaricata della progettazione e realizzazione del collegamento tra la Sicilia e il continente.

All'articolo 15, capo III, della bozza sulle “disposizioni urgenti per garantire l’operatività della società concessionaria di cui all'articolo 1 della legge 17 dicembre 1971, n. 1158”, si legge infatti che “al fine di determinare la composizione dell’azionariato della società concessionaria, il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvede a sottoscrivere, entro il 31 dicembre 2023, compiendo ogni atto a tal fine necessario, un aumento di capitale della società allo stesso riservato”.

Nelle maglie del burocratese l'articolo 15 del provvedimento Omnibus prevede anche che alla Società Stretto di Messina non si applichino le disposizioni del decreto legislativo che nel 2016 avevano previsto il limite dei 240mila euro annui per i compensi massimi per amministratori, componenti degli organi di controllo, dirigenti e dipendenti pubblici. In sintesi: i dirigenti della Stretto di Messina potranno ricevere stipendi superiori ai quelli di qualsiasi altro manager pubblico. 

Una questione che aveva infiammato il dibattito lo scorso anno, quando nel decreto aiuti-bis era stato infilato in extremis  un correttivo che avrebbe fatto lievitare lo stipendio per i vertici di ministeri e forze armate ma il governo Draghi aveva rimesso le cose a posto reinserendo regole stringenti per gli amministratori e il tetto agli stipendi.

Tetto che ora potrebbe saltare per i manager della Stretto aggiungendo zero ai loro stipendi e sfatando così per gli scettici il pregiudizio che l’infrastruttura non ha risvolti economici positivi.

"La deroga al tetto dei 240mila euro allo stipendio dei manager per la società che dovrà realizzare il ponte sullo Stretto contenuta nel decreto Asset - dichiara Riccardo Magi, segretario e deputato di +Europa. - conferma che per Salvini la priorità non sono le infrastrutture o lo sviluppo della Sicilia, ma distribuire regalie ai suoi amici. È sempre la solita barzelletta italiana: opere su cui servirebbe una seria riflessione, nelle mani di questa destra si trasformano in una mangiatoia per patrioti a spese degli italiani".

Non manca anche chi fa notare come con questo provvedimento si finanzia una società che ha ancora un contenzioso aperto contro lo Stato e che nessuna urgenza c'è di stabilire con decreto legge il possibile aumento degli stipendi dei manager, in questo caso Pietro Ciucci e Giuseppe Recchi, notoriamente nella top ten dei dirigenti più pagati al mondo.

"Non piú tardi di un mese e mezzo fa, su mia specifica richiesta il presidente della società Ponte sullo Stretto di Messina, Pietro Ciucci - al quale avevo chiesto a quanto corrispondesse l'indennità sua e dei consiglieri di amministrazione - mi rispondeva che il totale dei emolumenti per tutti i 5 consiglieri di amministrazione era pari a 125.000 euro, quindi 25.000 euro a persona: mi ero commosso per tanta sobrietà! Questa lobby, capeggiata dal ministro Salvini, che ha voluto trasformare il Ponte sullo Stretto di Messina in una mangiatoia di Stato, sta tentando attraverso il governo di introdurre una norma che fa saltare i tetti della retribuzione dei membri del cda", racconta Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde e deputato di AVS. Che ora parla di "insulto agli italiani proprio dopo che, con una delega fiscale si fa un enorme regalo ai grandi evasori garantendo loro l'immunità penale, dopo che è stato eliminato il reddito di cittadinanza e dopo l'elemosina di Stato da 1,20 euro al giorno per le famiglie con 15.000 euro di ISEE e con tre figli a carico".

"Giorgia Meloni ci risponda: ma non vi vergognate di sperperare questo denaro pubblico per garantire privilegi e voler realizzare un'opera che sottrarrà risorse importanti per lo sviluppo del Sud a partire dal trasporto pubblico, dai depuratori, le scuole, la sanità e la messa in sicurezza del territorio? ", conclude Bonelli.

Critico anche il vicecapogruppo M5s alla Camera Agostino Santillo, coordinatore del comitato Infrastrutture del Movimento: "La volontà di Meloni e Salvini di concedere una deroga al tetto degli stipendi per i vertici della società 'Stretto di Messina Spa' è scandalosa. Lo scenario è il seguente: reddito di cittadinanza no, aiuti alle famiglie contro il caro-vita no, sostegni contro il caro-mutui nemmeno, interventi per attenuare il costo della benzina neanche a parlarne. Questa destra gli unici favori li fa ai soliti noti e a chi ha già. Oltretutto questa scelta conferma che a Salvini delle infrastrutture del Sud non importa nulla. Nemmeno dell'inutile e farsesco ponte sullo Stretto. Al ministro interessa solo 'l'affare' ponte, con tutte le sue spartizioni e prebende varie. Uno scempio, messo in piedi sulla pelle dei cittadini e con i loro soldi".

Articolo modificato alle 16.50 del 5 agosto 2023 // aggiunte reazioni

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