Cronaca

Ponte sullo Stretto, le navi grandi non riusciranno a passare: stavolta lo dice il ministero

Il dicastero di Salvini ha risposto all'accesso agli atti del circolo Pd di Villa San Giovanni. Nel 2023 sono transitate 5 navi da crociera e 15 porta container di altezza superiore ai 65 metri. La denuncia: "Si vuole costruire un muro non un ponte". La smentita della Stretto

Cinque navi da crociera e quindici portacontainer di altezza superiore ai sessantacinque metri non avrebbero potuto attraversare lo Stretto se ci fosse stato il Ponte sullo Stretto.

Arriva la" conferma" dal ministero dei Trasporti di Matteo Salvini su una delle principali critiche mosse al progetto. La risposta è stata messa nero su bianco al circolo Pd di Villa San Giovanni, richiamando i dati trasmessi dal Comando generale delle Capitanerie di Porto e dando così, suo malgrado, ragione al presidente di Federlogistica Luigi Merlo che aveva lanciato l'allarme poi smentito dal ministero. Una smentita che aveva trovato avallo dall'ad della società Stretto Pietro Ciucci, secondo il quale il valore previsto per il ponte è in linea con il franco navigabile dei ponti sui principali canali di navigazione internazionale, e la misura critica sarebbe comunque quella ipotizzata al minimo e in situazioni particolari. 

La replica della Stretto

Stretto di Messina si è subito affannata a confermare anche in questa occasione quanto già comunicato: "Il franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e si riduce a 65 metri, in presenza di condizioni eccezionali di traffico pesante stradale e ferroviario, assolutamente gestibile. Si tratta di un’altezza in linea o superiore ai ponti esistenti sulla grandi vie di navigazione internazionali. Le oscillazioni delle navi di 5/10 metri a causa del moto ondoso, richiamate da “analisi indipendenti” e riportate dai media, non trovano alcun riscontro nella realtà dello Stretto di Messina. Onde di 9 metri si sono verificate solo in occasione del maremoto del 1908. Inoltre, non si tiene conto della possibilità delle navi di ridurre l’altezza dell’imbarcazione: alberi e fumaioli reclinabili, stive di zavorra per raccogliere acqua di mare che abbassano la linea di galleggiamento. Operazioni che vengono compiute usualmente dalle grandi navi container che accedono al Mediterraneo passando per il canale di Suez sotto l’Al Salam Bridge, il cui franco navigabile è inferiore ai 72 metri che saranno disponibili sullo Stretto di Messina. L’Ammiraglio Nunzio Martello, Coordinatore del Tavolo Tecnico per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Messina per la realizzazione del ponte, spiega al riguardo che: “Il tema del franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è stato ampiamente analizzato attraverso un approfondito esame del traffico degli ultimi anni nello Stretto, suddiviso per le diverse imbarcazioni. Nessuna nave in transito nel 2023 sarebbe stata impossibilitata a passare con il ponte”.

"Non è un ponte ma un muro"

"Non si sta costruendo un ponte ma un muro sullo Stretto", è invece la sintesi che arriva da Enzo Musolino segretario cittadino del Partito democratico Villa San Giovanni in una nota riportata da ReggioToday.

“Con il ponte a pieno regime, con i treni, i mezzi pesanti e i veicoli circolanti, le cosiddette  "Grandi Navi" con altezza superiore ai 65 metri non potranno passarci sotto - afferma l'esponente politico - Tra le navi in costruzione oltre il 50 per cento ha un'altezza non compatibile col passaggio sotto al ponte, inoltre, è necessario considerare il moto ondoso dello Stretto che provoca delle oscillazioni anche di 5/10 metri”.

Con questa consapevolezza, il circolo Pd di Villa San Giovanni ha formulato, nel maggio scorso, una specifica istanza di "accesso civico", diretto a tutte le istituzioni competenti, al fine di acquisire i dati reali circa il transito, nello Stretto, di navi con altezza superiore al franco navigabile (65 metri) del "Ponte".

“Ci ha risposto il ministero delle infrastrutture e dei trasporti –prosegue la nota - richiamando i dati trasmessi dal comando generale del corpo delle Capitanerie di porto; dati riferiti all'anno 2023: sono cinque le navi crociera (trasporto persone) con altezza superiore a 65 metri che si sono mosse, nel periodo di riferimento, sulla tratta che riguarda lo Stretto di Messina. Quindici le navi mercantili (container) con altezza superiore a 65 metri che sono transitate nello Stretto nel 2023, nell'ambito dei viaggi commerciali; e non ci tranquillizza il fatto che ad alcune di queste navi si possano togliere i fumaioli per abbassarle un po'!”.

“I dati dei singoli transiti – si legge ancora - non ci sono pervenuti ma è indubbio che il dato numerico delle navi vada moltiplicato per i transiti di persone e di merci, annualmente effettuati sullo Stretto, misurando, così, una verità ormai acquisita, che inchioda tutte le istituzioni coinvolte ad una responsabilità epocale: non si sta costruendo un Ponte, stanno alzando un muro sullo Stretto”.

Il gigantismo navale

“I dati trasmessi, come detto, riguardano solo il 2023 ed è noto come il fenomeno del c.d. "gigantismo navale" (sia in ambito turistico sia commerciale) sia in aumento esponenziale per godere delle economie di scala; ciò significa che il dato trasmesso è già sottostimato, superato, destinato ad incrementare e di molto nel corso di tutti gli anni, nel decennio e oltre necessario alla costruzione del fantomatico ponte”. 

“Questo cosa significa? Cosa significa misurare i transiti, presenti e futuri, con la perdita enorme di turisti e di merci che passano sullo Stretto a bordo di queste "grandi navi" e che più non vi passeranno?”, sono le domande posta da Musolino.

“Il danno economico è evidente a tutti e la prima vittima certa di tutto questo è il porto di Gioia Tauro! Già attrezzato per accogliere navi container superiori ai 77 metri, con un potenziale di sviluppo smisurato grazie alla sua posizione nel cuore del Mediterraneo, accanto ad un passaggio naturale perfetto come lo Stretto di Messina, il porto di Gioia, porto della Calabria e del sud - sarà affossato dal ponte della Lega, a tutto vantaggio dei porti del nord”.

"Non ci arrenderemo"

“È evidente che non possiamo arrenderci a tutto questo, è evidente che la questione, la tragedia "ponte", trascende i destini di Villa e di Messina, coinvolgendo tutta l'area del Mediterraneo. Non è più rinviabile una sospensione di tutto l'iter, occorre bloccare tutto, aprire un tavolo di approfondimento a Roma, con il coinvolgimento del governo, delle commissioni parlamentari competenti, dei presidenti delle Regioni del sud, degli amministratori dei territori coinvolti, dei corpi intermedi, dei partiti, della società civile”.

“È opportuno sottrarre alla società Stretto di Messina Spa, in liquidazione e ora rediviva, la gestione di una procedura che ha una enorme ricaduta politica, strategica, di sviluppo e che non può essere tradotta in rapporti individuali di volta in volta e separatamente posti in essere dall'amministratore delegato Ciucci con i sindaci coinvolti e con le altre autorità competenti. Non è più possibile accettare il sostanziale commissariamento dello Stretto”.

“La questione "franco navigabile" (ormai certa nei rischi incombenti, grazie ai dati acquisiti dal Partito democratico villese), insieme alle altre questioni emergenti, in primis i limiti e le carenze certificate di un progetto definitivo inesistente, già bocciato, sostanzialmente da rifare per profili essenziali tecnici e ambientali, impongono un ripensamento generale sull'opera, l'applicazione dell'aureo principio di precauzione, una valutazione complessiva, di prospettiva, che solo le istituzioni politiche possono avocare a se', superando i limiti delle Società committenti e degli appaltatori coinvolti”.

“L'interesse generale pubblico, deve prevalere su ogni disegno di parte. Tutto questo è già emerso recentemente, il 14 giugno, nel corso del Consiglio comunale aperto di Reggio Calabria, con un "secco no" all'opera e con la prossima approvazione della "mozione Pazzano" (predisposta dal Movimento La Strada e subito sostenuta e divulgata dal circolo Pd villese) che prevede la sospensione di tutti gli atti propedeutici alla cantierizzazione, la fine dell’accelerazione del Ministro Salvini sull'Opera.

“Questa impostazione, questa mozione di buon senso – conclude la nota - va approvata anche a Villa e a Messina, va tradotta in atti politici urgenti in parlamento e nel Governo. Non possiamo permetterci di distruggere lo Stretto, di affossare il porto di Gioia, di essere condannati al sottosviluppo economico e all'inquinamento ambientale per una bandierina ideologica svenduta su tavoli politici estranei agli interessi del sud”.

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