Cronaca

“Mio padre rischia di morire, da due giorni aspetta un posto letto”, il messaggio che scatena la rabbia del sindaco

De Luca torna a tuonare contro i vertici dell'Asp con una nuova diretta su facebook in cui non risparmia insulti e parolacce

“Mio padre è ricoverato a Barcellona, ha bisogno urgentemente di dialisi, ha 55 anni, è fragile e con tante patologie, la prego con tutte il cuore non mi abbandoni pure lei,  da due giorni è in attesa di trovare un posto al Policlinico o al Papardo di Messina e sta rischiando di morire”. E’ l’appello disperato di un ragazzo che si è rivolto al sindaco Cateno De Luca per segnalare l’ennesima situazione di emergenza legata alla pandemia.

Un messaggio che ha fatto andare il sindaco su tutte le furie che ha lanciato l’ennesima diretta facebook della mattinata. “Di questi casi quanti ce ne sono?”,  ha tuonato il sindaco De Luca  che si è rivolto direttamente all’assessore alla Sanità Ruggero Razza che con una nota ha chiesto di allentare le pressioni mediatiche e di lasciare lavorare serenamente l’Ufficio per l’emergenza Covid perché occorre aspettare i tempi tecnici della commissione di indagine sull’Asp.

“Mi fate schifo”, ha detto De Luca non risparmiando parolacce. “Ieri un ustionato grave è partito per Pisa. Qua, mentre il buon Razza continua a studiare le carte, la gente muore, siamo al collasso e si tenta ancora di insabbiare le cose. Il tema non è quello che si tentando di fare ora, tentando di insabbiare, ma che bisogna assolutamente rompere questo circolo vizioso”.

Poi rivolto al commissario Marzia Furnari, “e ad eventuali compagni di merenda” ha insistito sui dati “nascosti”, sui mancati tracciamenti che hanno contribuito alla diffusione del virus. “Non accetto che fate comunicazioni tendenti a nascondere le cose. A Messina non va niente bene. Si sta ore in ambulanza ad aspettare soccorsi, io ne ho seguito una affetta da ischemia, quattro ore è stata al Policlinico ad aspettare in ambulanza. Queste sono le questioni sulle quali ora pretendo chiarezza”.

Infine il monito sul tavolo tecnico di domani. “Venite preparati, non accetterò che si insabbino le cose né di passare per mistificatore. Potrà anche essere il mio scontro finale, ma adesso da Razza pretendo le scuse o le dimissioni”.

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