Posti letto Covid, la direzione del Policlinico: “Allarmismi ingiustificati, mai superata la capienza del 50%”

La direzione aziendale chiarisce sul balletto di cifre relativi a terapie intensive e non destinati all'emergenza sanitaria. Ma Fgu Gilda dà manforte a Navarra: “Troppi disagi per pazienti e dipendenti”

Chiariamo: il tasso di terapia intensiva destinato all’assistenza dei pazienti Covid al Policlinico di Messina, in media non ha mai superato il 50%. E’ uno dei dati messi nero su bianco dal Policlinico universitario dopo il balletto di cifre e di accuse sul numero dei posti letto in città.

Una precisazione che rassicura sulla capienza ancora possibile e che fa a pugni con le recenti dichiarazioni del sindaco di Messina, allarmato per l’impossibilità di trovare posto in città per un eventuale “tredicesimo paziente”  ma anche con le dichiarazioni dei vertici del 118 più volte dirottati fuori Messina per i ricoveri.

Di certo, nelle ultime settimane è stato un balletto di cifre e di dubbi. Oggi, l’attacco del deputato Pietro Navarra, accusato dall’assessore alle Autonomie locali Bernadette Grasso di non essere “in linea con il ruolo che occupa”, ha però contribuito a stanare le varie strutture, consentendo di avere finalmente un quadro chiaro quantomeno sul numero dei posti letto Covid e sulle terapie intensive destinate all’emergenza sanitaria.

Il quadro che ne viene fuori è rassicurante. Nessuna carenza né di posti letto ordinari Covid né di terapie intensive. Il primo a rispondere è stato il rettore dell’Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea, seguito a ruota dai vertici del Papardo.

Si procede per step ma senza intoppi

Ora tocca al Policlinico dire la sua: “Fino a poche ore fa – si legge nella nota in cui si precisa che in nessun modo si vuole entrare nel dibattito politico - sembrava dominante l'idea secondo cui, esaurita la dotazione di 12 posti di terapia intensiva, il Policlinico non avrebbe potuto accogliere altri pazienti Covid, che necessitavano di cure intensive. La nostra Azienda aveva già accolto la richiesta degli organi regionali, incrementando rapidamente i posti di terapia intensiva Covis sino a 24, tant'è che ad oggi risultano ricoverati in terapia intensiva 14 pazienti affetti da Covid-19. Negli articoli di stampa si ipotizza e suppone che i 12 posti di terapia intensiva allestiti al Padiglione C non siano a norma. Tale supposizione è smentita dai fatti, visto che - proprio perché assolutamente a norma - sono stati utilizzati durante il mese di ottobre, nella prima parte della ripresa dell'epidemia. In atto l'avvio dei lavori di realizzazione negli stessi locali degli interventi previsti dalla normativa nazionale e gestiti direttamente dal Soggetto Attuatore del Commissario Delegato, (ampliamento da 12 a 16 e modifiche agli impianti per gestire un numero più elevato di posti), li ha resi di fatto temporaneamente inutilizzabili, richiedendo scelte alternative per fronteggiare l'attuale fase epidemica. L'Azienda ha immediatamente e tempestivamente adottato un piano alternativo trasferendo i pazienti Covid dal Pad. C al Pad. e riservando ai pazienti no Covid altri posti di terapia intensiva in altre aree. Ma è anche il caso di puntualizzare che, finora, in tutte le fasi dell'epidemia, il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva destinati all'assistenza di pazienti Covid in media non ha superato il 50%. La ridda di numeri e cifre che continuiamo a leggere, poi, non tiene conto di un aspetto fondamentale – continua la nota -  Il Policlinico, così come tutte le aziende siciliane, ha ricevuto disposizioni dall'Assessorato Regionale alla Salute, che ha chiesto di adeguarsi a un piano dei posti letto destinati all'emergenza Covid. I numeri di quel piano sono l'unico riferimento ufficiale. È bene puntualizzare, però, che la strategia scelta dalle istituzioni regionali prevede l'attivazione dei vari posti letto secondo uno schema modulare: nel momento in cui, cioè, ci si avvicina alla saturazione di una prima dotazione, le aziende passano allo step successivo. Una scelta che  consentirà a tutte le Aziende di assicurare sia l'assistenza ai pazienti Covid sia tutte le altre prestazioni sanitarie. In atto lo scenario è differente rispetto a quello che abbiamo affrontato in occasione della prima ondata epidemica, poiché stiamo assicurando tutte le prestazioni no Covid ai cittadini, fino a nuova eventuale disposizione.

Garantiamo tutte le prestazioni, anche non Covid

“Per quanto concerne una presunta mancanza di programmazione -  insiste la nota della direzione aziendale -  va ricordato che solo in data 9 ottobre, in piena fase di forte ripresa dell'emergenza, il Commissario Straordinario Nazionale per l'emergenza Covis ha delegato il Presidente della Regione, che si è attivato, delegando a sua volta per gli aspetti realizzativi, per la ricognizione e l'esecuzione degli interventi previsti un soggetto attuatore. Nonostante ciò, l'Azienda ha comunque provveduto costantemente a dare risposte al territorio. Dal quadro che si è rappresentato nessuna responsabilità può essere ascritta alla Direzione Aziendale ed appare alquanto ingiustificato il tentativo di alimentare timori e preoccupazioni nel libero cittadino su una presunta mancanza di posti letto. Ciò detto, ci preme ancora una volta evidenziare come tutti i professionisti del Policlinico di Messina, di qualsiasi area di competenza, al pari di quelli di tutte le altre aziende sanitarie dell'area metropolitana, continueranno a operare – come hanno sempre fatto – per garantire piena assistenza all'utenza, anche a fronte dell'aggravarsi dell'emergenza, con i fatti e in prima linea, al di là di polemiche e allarmismi di cui la cittadinanza, in un momento delicatissimo qual è quello attuale, non ha certo bisogno”.

Ma la Fug insiste: “Disagi per pazienti e dipendenti”

Tutto risolto dunque? Forse. Perchè contestuale arriva la controreplica di Navarra e la nota del Fgu Gilda che denuncia invece le criticità già segnalate da Navarra: “I 20 posti letto di terapia intensiva per i pazienti non Covid – scrive il coordinatore Fgu Paolo Todaro - assegnati al Policlinico non possono essere utilizzati, mettendo in serie difficoltà l’assetto organizzativo dell’emergenza-urgenza previsto dalla rete ospedaliera regionale. Dall’inizio della pandemia, l’Azienda Policlinico non è stata in grado di affrontare la situazione emergenziale con gravissimi disagi per pazienti e dipendenti. Dalla fine di maggio, abbiamo assistito ad una ripianificazione aziendale attuata in fretta e furia, concordata tra il Rettore Cuzzocrea e l’ex manager Laganga, che ha interessato gran parte dei reparti, con annessi pazienti e dipendenti, e l’urgenza di esitare le delibere di nomina dei responsabili di Unità Operative, prima delle imminenti e programmate dimissioni del Direttore Generale, con violazione palese di leggi e norme contrattuali, più volte denunciate dalla FGU”.

Il sindacato chiede inoltre di fare chiarezza “sui 2,7 milioni di euro donati dalla Banca d’Italia, per l’istituzione di 32 nuovi posti letto di terapia intensiva, dei quali non se ne ha traccia e che oggi sarebbero stati necessari”.

Come scritto da MessinaToday i fondi sono già stati assegnati da Bankitalia ma, anche se il comunicato dell’Azienda Policlinico annunciava che sarebbero serviti per 32 posti di terapia intensiva, fonti regionali hanno chiarito che mai sarebbero potuti bastare per questo numero di postazioni. Un “disguido” che ora continua ad alimentare polemiche.

La controreplica di Navarra

Altrettanto tranchan la controreplica dell'ex rettore Navarra che si rivolge di nuovo al rettore: “Mi dispiace costatare che il rettore Cuzzocrea, a corto di argomenti, non sia in alcun modo stato capace di smentire l’assenza dei 12 posti di terapia intensiva destinati esclusivamente ai pazienti Covid al Policlinico. Il punto è se oggi i pazienti Covid che necessitano il posto in terapia intensiva al Policlinico occupino o meno parte dei posti del reparto di terapia intensiva generale destinato ai pazienti no-Covid. Se la risposta a questa domanda è SI, significa che al momento non ci sono letti di terapia intensiva dedicati esclusivamente ai pazienti Covid come, invece, dovrebbe essere. E la risposta a questa domanda, purtroppo, oggi è SI.  Qualsiasi altra considerazione, più o meno legittima e/o giustificata, non fa altro che confermare il problema.  Confido nella nuova amministrazione dell’Azienda che ha già dimostrato di volere cambiare marcia per una presa in carico delle dovute responsabilità che sono venute meno nei mesi estivi”.

Più fondi all'Università anche grazie al mio impegno

Per quanto, poi, attiene all'impegno di parlamentare a fianco dell’Università di Messina durante questo periodo di pandemia, Navarra ricorda anche ai vertici dell’Ateneo “che se oggi l’Università di Messina può contare di importanti risorse per il reclutamento di nuovi ricercatori, di nuovi docenti e nuove unità di personale tecnico amministrativo, se può offrire agli studenti una riduzione delle tasse universitarie fino alla totale esenzione per una larga parte degli stessi e se può usufruire di un aumento considerevole delle borse per le scuole di specializzazione medica è perché il Governo, con il sostegno necessario e determinante della maggioranza parlamentare, ha investito 1,5 miliardi di euro nel sistema universitario nazionale. Vorrei informare il rettore Cuzzocrea, comprensibilmente distratto dai suoi numerosi impegni, - continua Navarra - che sono stato io il relatore di maggioranza sia dello scostamento di bilancio che ha dato copertura a questo importante finanziamento sia del decreto legge che ne ha autorizzato la spesa. Per i non addetti ai lavori, sono stato io, quindi, il responsabile del provvedimento per conto della maggioranza alla Camera dei Deputati e l’interfaccia con il governo. Un provvedimento che dopo anni di tagli all’università ha invertito la rotta con un aumento delle risorse di oltre il 25% - conclude - Io faccio il parlamentare e siedo in commissione bilancio. Pertanto, ritengo siano queste le attività con le quali svolgo il mio ruolo a fianco del sistema universitario nazionale e, quindi, anche dell’Universita’ di Messina”.

articolo modificato alle 20.30 dell'11 novembre 2020 // aggiunta controreplica di Navarra

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