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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

"Entro un mese il 30% dei posti letto di Terapia Intensiva occupati in Italia", la situazione in Sicilia

Molte le zone italiane che rischiano di passare in area arancione a cavallo di Capodanno. Il monito di Brusaferro: "Ancora una volta serve riorganizzare ospedali per pazienti covid". Oltre 6 milioni gli italiani non ancora vaccinati

In quasi tutte le regioni è prevista la probabilità di dover utilizzare il 20-30% dei posti letto per i pazienti che necessitano di terapie legate al Covid". Lo ha detto Silvio Brusaferro presidente dell'Iss e portavoce del Cts presentando i dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia: la pressione della pandemia sta portando ad un grave aggravio di pressione sul servizio sanitario. Un allarme molto chiaro: il rischio lockdown - che scatta se oltre vengono occupati oltre il 30% dei posti letto in terapia intensiva e il 40% dei posti letto in ospedale - è tutt'altro che scongiurato. Inoltre molte regioni rischiano di passare in area arancione. La Sicilia è tra le regioni che sono classificate "ad alta probabilità di progressione a rischio alto".

A Trento e Bolzano sono occupati oltre il 20% dei posti letto disponibili in terapia intensiva, rispettivamente al 24,4% e  21,0%. Dieci le regioni sopra soglia critica del 10%: Marche (18,7%), Calabria (16,6%), Veneto (15,9%), Friuli Venezia Giulia (14,9%), Liguria (14,2%), Emilia Romagna (12,4%), Toscana (11,6%), Piemonte (10,7%), Lombardia (10,6%), Lazio (10,3%).

Quanto alle ospedalizzazioni in area medica sono nove le regioni oltre la soglia del 15% per occupazione dei reparti di area medica e c'è la Sicilia. Ecco le Regioni: Calabria (25,9%), Liguria (24,8%), Valle d'Aosta (22,2%), Friuli Venezia Giulia (22%), Marche (19,5%), PA Trento (19,1%), Veneto (18,2%), PA Bolzano (16,4%), Sicilia (15,5%).

Cosa succedrà poi? Come spiega Brusaferro siamo in una situazione "stabilmente e significativamente superiore alla soglia epidemica per l'Rt calcolato sui soli casi ospedalizzati a livello nazionale, con un continuo aumento del numero di persone ricoverate nei reparti ospedalieri di area medica e terapia intensiva. Questo sta imponendo una revisione organizzativa delle prestazioni assistenziali erogate a favore dei pazienti Covid-19".

Lombardia e Valle d'Aosta sono classificate a rischio alto; Calabria, Marche, Trentino, Puglia e Sicilia sono classificate ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Nella settimana di natale nessuna nuova regione entrerà in zona gialla dove restano Friuli-Venezia Giulia, Alto Adige, Trentino, Calabria, Veneto, Liguria e Marche. Tuttavia con il nuovo decreto che stabilisce come anche in zona bianca sia obbligatorio portare la mascherina anche all'aperto, le distinzioni tra zona bianca o gialla di fatto decadono.  Con i dati attuali e con la progressione dei contagi il rischio che il Trentino Alto Adige finisca in zona arancione è molto alto, così come Veneto, Calabria e Marche. Tuttavia la zona arancione -anche nella peggiore delle ipotesi- non scatterà comunque tra Natale e Capodanno, bensì a cavallo dell'Epifania, prima e dopo, i lunedì 3 e 10 gennaio 2022. A rischio maggiori restrizioni con l'anno nuovo anche la Liguria.

Il rischio Omicron

Nella relazione si evidenzia come negli ultimi giorni ci sia stata una netta crescita dei nuovi casi e infatti l'incidenza settimanale è salita a 351 casi per 100mila abitanti. Il dato del monitoraggio degli ultimi sette giorni evidenzia inoltre che le fasce d'età più giovani - 0-9 anni e 10-19 anni - sono quelle maggiormente colpite dalla circolazione del virus. Il timore è legato alle festività di fine anno e al fatto che i contagi possano passare dai più giovani ai più anziani. 

E per evitare omicron serve la terza dose: solo circa il 63-64% degli over 80 hanno ottenuto la dose booster mentre sono ad alto rischio circa 6 milioni di italiani ancora refrattari alla vaccinazione: esattamente 6.123.127 gli italiani con più di 12 anni che ad oggi non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino. 1.299.800 i no vax appartenenti alla fascia 40-49 anni seguiti per numero di non immunizzati dalla fascia 50-59 anni (1.103.027). La terza fascia più restia alla vaccinazione, costituita da 947.888 persone, è quella 30-39 anni. Tre le categoria più a rischio permangono 672.114 non vaccinati tra i 60 e 69 anni, 403.412 nella fascia 70-79 anni e 193.188 di over 80.

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