Postini trasferiti da Alì Terme a Pistunina, l'ira dei sindacati: "Trenta chilometri in più per lavorare"

I rappresentanti dei lavoratori temono disservizi per migliaia di cittadini. La decisione di Poste Italiane dopo i problemi di sicurezza del centro recapito del paesino jonico. La protesta: Decisione inaccettabile"

Dovranno percorrere trenta chilometri in più i portalettere che ogni giorno portano consegnano la posta lungo la riviera ionica. Poste Italiane ha infatti deciso il trasferimento dei postini in servizio tra Scaletta Zanclea e Roccalumera nella di Pistunina.

Alla base del provvedimento, reso noto dai sindacati Slp Cisl, Failp Cisal, Confsal Com e Fnc Ugl, la chiusura del centro recapito di Alì Terme, punto strategico anche per i paesini vicini. Tale ufficio, così come più volte sottolineato dai rappresentanti dei lavoratori, presenta ambienti angusti che potrebbero causare problemi ai lavoratori. Lo scorso anno i sindacati avevano chiesto l'intervento dei rappresentati di Poste Italiane per la sicurezza evidenziando un grave problema dovuto ad affollamento di suppellettili e materiali vari, mancanza di aereazione e carenze igieniche.

Una criticità riscontrata anche negli ultimi mesi. Da qui la decisione di trasferire il personale nella sede di Pistunina giudicata "incomprensibile" dalle cinque sigle sindacali anche perché erano state proposte altre soluzioni tra cui quella del Comune di Alì Terme, pronto ad offrire propri locali in comodato d'uso. 

"Non comprendiamo tale decisione - precisano i sindacati - i lavoratori subiranno un aggravio di lavoro con conseguente peggioramento del servizio. Tutto ciò cozza con le dichiarate volontà di Poste Italiane di essere accanto e vicini alle esigenze della popolazione, specie dei più deboli e lontani. I portalettere di Alì Terme avranno un aggravio ulteriore di 30 chilometri da percorrere pur di raggiungere i propri recapiti, quelli che ancor di più oggi, considerano quasi loro familiari. Il postino oggi ha ancora più valenza sociale e di vicinanza specie in territori più impervi e difficili da raggiungere. Una incoerenza che non è accettabile perchè priva di alcun senso logico. Le carenze strutturali e di sicurezza per tutti I lavoratori saranno solo peggiorate e la popolazione avrà meno servizi".

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