Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

"A Messina povertà ed emergenza sociale", Arcigay Makwan lancia l'appello

Con una nota al sindaco e all'assessore ai Servizi sociali ma anche alla giunta e al Consiglio comunale chiede che “venga avviato un iter nel minor tempo possibile a sostegno di tutte quelle persone e famiglie che stanno soffrendo”

Sos per le famiglie in difficoltà a Messina. A denunciare un grave disagio sociale e chiedere interventi urgenti dopo l’abolizione del Reddito di cittadinanza è il Comitato provinciale Arcigay Makwan Messina Aps (Associazione di promozione sociale) presieduto da Rosario Duca.

Con una nota al sindaco e all'assessore ai Servizi sociali ma anche alla giunta e al Consiglio comunale chiede che “venga avviato un iter nel minor tempo possibile a sostegno di tutte quelle persone e famiglie che stanno soffrendo”.

Gli Stati riconoscono il diritto di ogni individuo a un livello di vita adeguato per sé e per la propria famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario e un alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita - scrive l’Arcigay “Makwan” - Con il provvedimento legislativo che il governo in carica ha emanato in danno ai poveri a giugno, invece, con l’eliminazione dell’unico sostegno valido a favore delle/i bisognose/i, il reddito di cittadinanza, si è avuto come risultato che, solo ad agosto 2023 e solo nella città di Messina, centinaia di famiglie sono state gettate nella disperazione. E nel mese di gennaio 2024 si prevede che i numeri cresceranno ulteriormente, mentre non ha visto ancora la luce la fatidica soluzione alternativa millantata dal governo o, per meglio dire, dalla politica dei palazzi”.

"Molte persone non abili al lavoro e con gravi patologie, come ricordato da qualche consigliera Comunale, ma anche molti abili al lavoro - aggiungiamo noi - che, pur potendo lavorare, il mercato non offre loro possibilità diverse da lavoretti in nero che dire sottopagati minimizza, stanno vivendo un grave disagio economico e sociale, e, si sa, la storia c’è lo insegna, quando un popolo viene affamato, giustamente si ribella o è costretto a trovare espedienti per vivere e tutta la società ne paga le conseguenze. Comprendiamo che quest’atto scellerato della politica dei piani alti che colpisce le fasce popolari spinge inevitabilmente i/le cittadin* a volgere lo sguardo e la mano verso la realtà politica locale che, per il ruolo che ricopre, non può esimersi dal rispetto di quanto la Costituzione recita!.

Duca, che parla di emergenza sociale -  ricorda il prezioso lavoro delle associazioni che però "attraverso le poche risorse in possesso non possono sostituirsi ad una politica strutturata che ragioni su provvedimenti a lungo termine, né ai doveri di questa, né tanto meno sono in grado di assorbire la mole di richieste che si fa sempre più consistente per i motivi sopra esposti. Quest’associazione, che da circa due anni ha avviato, in rete con altre realtà locali, uno sportello sociale/salute e di ascolto sul territorio, assiste ogni giorno a crisi di  disperazione di famiglie e singoli individui e cerca di rispondere attraverso le esigue risorse a disposizione alle richieste che vengono manifestate, di concerto con le realtà di cui si faceva menzione poc'anzi. È sufficiente? Naturalmente no. La politica deve necessariamente intervenire, senza proclami o comunicati stampa sensazionalistici".

"C’è un emergenza sociale, perché di questo trattasi (solo chi non vuole vederla non la vede) che va dalla necessità della casa per molti - e non tocchiamo questo argomento perché molto meglio noi fa e continua a fare l'Unione Inquilini -, passando all’emergenza lavoro, cibo, vestiario, etc. In emergenza si  attuano provvedimenti adeguati specie nel caso del cibo", conclude Duca.

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