Precari di Rfi, richiesta di dimissioni per il direttore di navigazione

Un duro attacco da parte dei lavoratori con contratto a tempo determinato che sono stati ancora una volta esclusi dall'ultimo bando di assunzioni sullo Stretto e che tornano sul piede di guerra scagliandosi anche contro la Capitaneria di Porto

"I precari storici RFI oltre alla stabilizzazione acquisita da anni contrattualmente e legalmente chiedono a gli organi competenti le dimissioni immediate di Carmelo Rogolino da Direttore della Navigazione RFI". Un duro attacco, quello dei lavoratori precari a ruota di 78 giorni che lavorano dal 1994 con contratti a tempo determinato sulle navi Sociali RFI, e che si sono rivolti al ministro del Lavoro e dei Trasporti chiedendo di intervenire nella ricerca di un un accordo con la società di navigazione. "I contratti stipulati per I 'assunzione temporanea dei lavorati precari nella flotta navale di Rete Ferroviaria italiana, operante nello Stretto di Messina, oltre a calpestare i diritti dei lavoratori e disilluderne ogni legittima aspettativa di stabilizzazione dopo decenni di precariato, pesano in modo significativo sull'economia della collettività attraverso un sistema torbido di assunzioni e licenziamenti sistematici che favoriscono solo gli interessi dell'azienda che ottiene un ingiusto vantaggio patrimoniale risparmiando sul costo del lavoro e sfruttando in modo improprio gli ammortizzatori sociali", scrivono in una nota. 

"Partendo dall'assunto che l'utilizzo del lavoro precario in RFI non è evento occasionale ma consolidato dal 1994 che ha reso i lavoratori a tempo determinato parte integrante della quantità di personale necessario per garantire il servizio pubblico, si evince un operato della dirigenza aziendale teso ad aggirare le norme per garantirsi un esercito di lavoratori senza diritti che non pesano sulle casse dell'azienda (che per di più gode di notevoli benefici pubblici) ma pesano sulle casse dello Stato.", aggiungono ancora. Dopo la protesta del 17 ottobre ancora nessuna rassicurazione da parte dei vertici dell'azienda e sui precari aleggia ancora lo spettro della disoccupazione soprattutto in un periodo emergenziale in cui i trasporti si sono ridotti drasticamente. 

"L'azienda a cui fanno capo le Ferrovie dello Stato, per evitare vincoli di stabilizzazione dei lavoratori, ha creato in città un esercito di precari pagati dall'azienda per soli tre mesi e successivamente instradati verso la "disoccupazione " a spese della collettività. Sarebbe stato sufficiente vincolare per almeno un anno i lavoratori necessari al servizio e si sarebbe evitata la formazione di un numero spropositato di precari a carico dell'lNPS. Risulta altresì incomprensibile come la Capitaneria di Porto, nonostante le ripetute segnalazioni da parte dei lavoratori precari si sia lasciata utilizzare come se fosse I'ufficio di armamento di RFI e non abbia mai fatto nulla per impedire il radicamento ditale descritto sistema che si pone in netta contrapposizione con gli interessi economici dello Stato", spiegano ancora. 

"I continui licenziamenti e assunzioni operati dalla stessa azienda che agisce attraverso il collocamento della gente di mare, a nostro avviso, avrebbe dovuto innescare, quanto meno, l'intervento ammonitore della competente Autorità Marittima anche in considerazione del fatto che gli equipaggi composti da personale in continuo ricambio, rendono impossibile la prevista "familiarizzazione" con gli impianti di bordo ed espongono a rischio I 'incolumità dei passeggeri e degli stessi lavoratori", sottolineano. 

"Negli ultimi giorni ad aggravare questa assurda e infinita condizione di vita e di lavoro precario, si è aggiunta la pubblicazione da parte di RFI di una manifestazione di interesse interna al gruppo navale RFI per l'assunzione con contratto a tempo indeterminato (Confidarma, no FS) di dipendenti già assunti stabilmente da altre due sue compagnie di navigazione Blujet e Bluferries gruppo RFI sempre operante nella stessa area dello stretto di Messina, assunzione sulle Navi Sociali RFI Villa Scilla Messina e Logudoro dove attualmente i posti vaganti da oltre un ventennio sono ricoperti x oltre il 90% di pianta organica dagli Ufficiali Macchina e coperta precari con contratto Nazionale FS", concludono. 

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