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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Anche Messina piange le morti sul lavoro, Cgil e Uil in presidio: "In Sicilia soltanto settanta ispettori"

Manifestazione dei due sindacati a ridosso della prefettura, i segretari Patti e Tripodi hanno contestato i governi regionale e nazionale. La nostra provincia ha contato dodici vittime soltanto nel 2023

Anche Messina piange le vittime del lavoro. Ben dodici nel nostro territorio e soltanto nel 2023. Per ricordare la tragedia di Firenze e per tutte le morti bianche Cgil e Uil hanno organizzato un presidio in prefettura e due ore di sciopero dei metalmeccanici e degli edili e assemblee nei luoghi di lavoro. 

I segretari Pietro Patti e Ivan Tripodi hanno guidato il sit-in sollecitando Il governo nazionale e quello regionale ad assumersi le proprie responsabilità”. Patti: "I dati di Ispettorato, Inail e carabinieri dicono che nel 2023 il 50% di aziende ispezionate non rispettava le regole, se consideriamo che in Sicilia ci sono soltanto 70 ispettori ogni azienda potrà essere controllata ogni 20 anni, la normativa c'è ma non basta il numero degli ispettori, hanno nomi e cognomi i mandanti di queste morti, già a luglio con un altro sit-in lo dicevamo contestando la riforma dei subappalti".

Tripodi: "Non sono morti bianche ma rosse come il sangue di chi ha perso la vita a lavoro, sono numeri che fanno rabbrividire e anche Messina ha pagato un prezzo altissimo, chiediamo che nel codice penale venga istituito il reato di omicidio sul lavoro ma il governo fa orecchie da marcante anzi è stato introdotto il subappalto a cascata che ricade tutto sui lavoratori per far risparmiare le aziende". 

“La morte dei cinque operai nel cantiere di Esselunga - si legge in una nota di Cgil e Uil Sicilia - è l’ennesima tragedia annunciata in un Paese che ha messo i profitti davanti alla sicurezza, quindi davanti alla vita dei lavoratori. La deregolamentazione della catena degli appalti, il massimo ribasso - aggiungono - i controlli insufficienti su sicurezza e lavoro nero e precario, il mancato intervento sugli appalti privati sono tutti elementi che concorrono ad abbassare la soglia della sicurezza e, soprattutto in Sicilia, ad aprire le porte alla mafia. Non abbiamo mai smesso di denunciare questa situazione - sottolineano - i cui effetti in termini di arretramento sui diritti dei lavoratori erano prevedibili e ora è arrivato il momento di dire basta. Basta con l’ipocrita cordoglio delle istituzioni che segue ogni tragedia, basta con queste politiche scellerate, la situazione deve cambiare”. Cgil e Uil ricordano che “in Sicilia il numero degli ispettori del lavoro è irrisorio. Il governo non ha mai dato seguito a impegni assunti “come quello di costituire un osservatorio sulla sicurezza o di dare attuazione al protocollo sullo stress termico”. Cgil e Uil aggiungono: “Il governo nazionale e l’esecutivo regionale si assumano le proprie responsabilità. "In Sicilia più che altrove – affermano - occorre creare le condizioni affinché non sussista la possibilità del ricatto della perdita del lavoro. Subito il confronto sulla sicurezza".

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