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Libere di scegliere e senza obiettori, presidio al Policlinico per il diritto all'aborto

‘Non una di meno’ torna in piazza in occasione della giornata internazionale per l’aborto libero e sicuro. L'appello a partecipare, nella Regione dove i medici che si astengono raggiungono il picco dell'89 per cento. Con queste conseguenze

La rete femminista “Non una di meno”, torna in piazza domani 28 settembre per manifestare affinché venga riconosciuta in tutti i paesi del mondo la libertà di scelta delle donne e l’aborto sia ovunque libero, depenalizzato e gratuito.

A Messina, l'appuntamento è all’entrata principale del Policlinico di Messina (sito in via Consolare Valeria) alle ore 11 per un presidio che vuole sensibilizzare su come a 39 anni dalla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, la strada per un accesso libero all’aborto in Italia sembra ancora  in salita.

“A dispetto di quanto potrebbe apparire - si legge in una nota della rete - parlare di aborto oggi non è ovvio ed obsoleto. Nonostante la legge 194 sia stata approvata nel 1978 infatti assistiamo oggi in Italia, e in particolar modo in Sicilia, ad un programmato e sistematico attacco alla libertà e all’autodeterminazione delle donne.

La media nazionale dei medici obiettori di coscienza, quelli che non praticano l’aborto, ha raggiunto ormai il 70%. In Sicilia tocca picchi dell'89 per cento, si legge nella nota, che mette in evidenza come “nella regione italiana in cui si praticano meno aborti, i tempi di attesa risultano estremamente lunghi”.

Non una di meno punta l'attenzione anche sulla mancata erogazione della pillola abortiva RU486.“ L’aborto farmacologico, è un metodo abortivo meno invasivo di quello chirurgico ma prevede (solo in Italia) l'obbligo di ricovero in ospedale per 3 giorni, condizione di per sé escludente per molte donne - scrivono -  Altro aspetto fondamentale che della legge 194 viene completamente disatteso è quello relativo alla gratuità della contraccezione. La Regione Sicilia dovrebbe infatti garantire questi servizi indispensabili per la prevenzione e per una procreazione responsabile e consapevole. Ovviamente, a farne le spese sono per lo più le giovani, le migranti, le donne più precarie o più povere”.

Non una di meno invita tutte le donne di Messina a partecipare al presidio di domani “per decidere insieme sul nostro corpo!”.

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