Cronaca

Novantenne aggredita e derubata a Brolo, lo sfogo di don Enzo Caruso: “Lavoriamo insieme per un paese più solidale”

Il prete invita i concittadini a prendersi cura dei più deboli della comunità. E sugli aggressori sdegno e paura per l'assenza di umanità: “Disperati per una dose e slot machine o vogliono provare l'ebrezza dell'onnipotenza”

L’intera comunità di Brolo è sotto shock per quanto accaduto alla novantenne derubata ed imbavagliata nella sua abitazione di via Messina, nel centro storico di Brolo.

Nella giornata di ieri, è stata eseguita una tac che non ha evidenziato lesioni gravi, resta da stabilire se le ecchimosi su tutto il corpo della donna sarebbero state provocate dalla caduta o se le siano state inferte dai malviventi , si presume siano almeno due, durante il tentativo di furto. L’amministrazione comunale di Brolo, rappresentata dal sindaco Pippo Laccoto ha espresso “profondo sdegno e grande preoccupazione per il vile episodio criminale che si è consumato lunedì  notte nel cuore del nostro centro storico ai danni di una anziana donna indifesa”.

Dal suo profilo Facebook parla Don Enzo Caruso, parroco della comunità: “Quando ad essere vittima della malvagità è una donna di 90 anni, selvaggiamente picchiata e derubata, sale un nodo alla gola. Manca la parola. Derubata. Ma perché picchiata? Perché questo accanimento su una persona così fragile e indifesa? Cosa passa nella mente degli aggressori in quel momento? Sono lucidi? Sono sotto l’effetto di sostanze stupefacenti? Si rendono conto del gesto che stanno compiendo, che manifesta la totale assenza di umanità in loro? O sono disperati fino a perdere il lume della ragione perché devono comprarsi le dosi… o gli mancano i soldi per giocare alle slot machine o fare nuove scommesse? Oppure, e questo è ancora più spaventoso, sono perfettamente lucidi e lo hanno fatto giusto per divertirsi, per provare l’ebbrezza dell’onnipotenza? No. Noi non possiamo accettare. Non c’è nulla che possiamo fare per rendere i nostri quartieri più sicuri? Non c’è nulla che possiamo fare per un paese più solidale che sappia prendersi cura dei suoi membri più deboli, anche suonando il campanello la sera e chiedere se è tutto a posto? Pensando alla nostra cittadina, al suo presente e al futuro, mi vengono in mente le parole del Vangelo: “Ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni”. (Vangelo secondo Matteo 7:17-18)E noi… che albero siamo diventati?”.

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