Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Il Piano Urbano del 2006 e quei mega parcheggi in centro mai realizzati

Messina e l'occasione mancata per rivoluzionare la mobilità. A distanza di quasi vent'anni la sosta selvaggia e la cronica carenza di parcheggi continuano ad essere presenti. La speranza di cambiamento entro il 2030 con il nuovo Piano tutt'ora in discussione

Si chiamano "La Farina" e "Del Popolo" due dei grandi parcheggi previsti già nel piano urbano del 1987, ma mai realizzati. Strutture multipiano che avrebbero indubbiamente fornito una boccata d'ossigeno alla cronica carenza di posti auto in città. Il primo sarebbe dovuto sorgere nell'area dell'attuale "Fosso", l'altro nei pressi di via Porta Imperiale, a due passi da tribunale e università. Ma dopo una rielaborazione nel 1997, l'amministrazione comunale dell'epoca ha deciso di stracciare il progetto.

Nel 2002 la nuova occasione per recuperare terreno e risolvere il problema con le dieci aree di parcheggio previste dall'ultima versione del Pup (Programma Urbano Parcheggi). In particolare, in città sarebbero dovute essere realizzate dieci zone per la sosta dei veicoli con un'offerta complessiva pari a 3609 posti. Tra queste spiccano il multipiano Regina Margherita, lo Zaera e il Gazzi Nord. Ma anche questa volta, complici i tre commissariamenti di Palazzo Zanca, nulla è stato fatto e i messinesi si sono dovuti accontentare solo dei parcheggi a raso Annunziata Est, Vettovaglie, Zaera e Gazzi Sud.

A distanza di quasi vent'anni il problema sembra addirittura essersi acuito. Già nel 2006 l'ultimo Piano Urbano della Mobilità redatto dal professor Domenico Gattuso, metteva nero su bianco il caos che ancora oggi contraddistingue la mobilità in riva allo Stretto. La città - si legge nel documento - vive situazioni critiche da diversi punti di vista; evidentemente l'offerta di trasporto e di parcheggio non risponde né quantitativamente né funzionalmente alla domanda espressa dalla popolazione e ciò si traduce in fenomeni di disagio nei collegamenti, sia all'interno dell'area urbana, sia fra periferia e centro. Ne discendono fenomeni acuti di inquinamento, maggiori rischi di incidenti, limiti alla protezione civile, consumi accentuati, fattori di stress diffusi.

Adesso tocca guardare al futuro. Ed è impossibile non partire dal nuovo Piano per la mobilità sostenibile. Dentro vi è un progetto ambizioso che entro il 2030 dovrebbe cambiare il volto della città con il potenziamento del trasporto pubblico e l'istituzione di una vera Ztl. La discussione è solo iniziata mentre l'amministrazione De Luca non nasconde il suo obiettivo più ambizioso: quello di chiudere al traffico l'intero centro storico. Un traguardo che non può che arrivare dopo tanti step fatti di analisi e tentativi. Intanto, qualcosa inizia già a muoversi con i quindici parcheggi d'interscambio già finanziati e il potenziamento del trasporto pubblico locale in cui sarà il tram, oggetto di un profondo restyling, il perno principale. Spazio anche alla Metroferrovia con l'adozione del biglietto integrato e il via libera dalla Regione per riqualificare le stazioni dopo anni di scarso utilizzo.

L'ultima novità riguarda invece la possibilità data agli ausiliari del traffico di elevare multe per la sosta selvaggia. Piccoli passi in attesa di una grande rivoluzione che dev'essere culturale prima di tutto.


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