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Martedì, 5 Marzo 2024
Cronaca

Aggressione al vicecomandante Giardina, no al ritorno in carcere per i due ambulanti

Il Tribunale della Libertà ha rigettato l’appello della procura: restano ai domiciliari padre e figlio accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate

Il Tribunale della Libertà ha rigettato l’appello della procura per l’arresto in carcere dei due ambulanti responsabili dell’aggressione al comandante della Polizia Metropolitana e vicario della Polizia Municipale, Giovanni Giardina, in via La Farina il 19 ottobre scorso.

Salvatore Centorrino, 40 anni e il figlio Carmelo di 20 saranno processati con rito immediato a metà febbraio. L’udienza è stata dunque già fissata e l’avvocato Filippo Pagano non è intenzionato allo stato a richiedere riti alternativi – come si era ipotizzato in un primo momento – anche per avere la possibilità di approfondire in aula alcuni aspetti comprese le dichiarazioni rese di recente dal comandante Giardina sulla questione ambulantato e mafia. I due furono arrestati dalla Squadra Mobile e si trovano tuttora ai domiciliari con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

L’aggressione al comandante

La vicenda risale al 19 ottobre quando il commissario Giardina fu aggredito dopo aver chiesto i documenti a Salvatore Centorrino fermo con il suo camion in via La Farina e via Salandra. In un primo momento gli ambulanti furono fatti sloggiare dalla loro postazione ed era stato applicato il nastro rosso ma sono ritornati poco dopo sul posto a vendere la loro merce. Anche Giardina ha fatto ritorno e avrebbe dovuto procedere con le contestazioni del caso quando è scattata l’aggressione che ha lasciato il comandante esamine sull’asfalto. Padre e figlio si erano dati inizialmente alla fuga ma poi si sono presentati in caserma la stessa sera, giustificando il gesto con la rabbia e parlando di “accanimento nei loro confronti”.

Nei giorni successivi, su disposizione della Procura, erano scattate anche tutta una serie di controlli mirati contro l’ambulantato selvaggio. Un servizio straordinario che ha portato alla denuncia di 5 venditori su 7 controllati e sanzioni per un totale di centomila euro per violazioni varie. Contestati in particolare l’occupazione di suolo pubblico e violazioni in materia di sicurezza dei dipendenti.

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