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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

Bancarotta Casaramona, assolti Colosi e socio: nessuna irregolarità nel passaggio del marchio dello storico ritrovo

L'accusa si fondava sul presupposto che il ramo di azienda sarebbe stato dato in affitto alla Sea Flight srl in maniera pretestuosa e simulata. I giudici hanno accolto invece la tesi dei legali

Nessuna irregolarità nel passaggio tra le società che gestivano il ritrovo Casaramona e il marchio aziendale. Lo ha deciso la prima sezione del Tribunale di Messina presieduto da Grimaldi – su richiesta anche della pubblica accusa - che ha assolto per non aver commesso il fatto l’imprenditore Gianfranco Colosi e il socio Emilio Andaloro.

Secondo la tesi accusatoria i due – in concorso con la titolare che ha patteggiato - avrebbero distratto dalle risorse finanziarie della Sea Flight srl la somma complessiva di € 155.164,00 negli anni 2016 e 2017. Nello specifico in data 23 maggio 2016 la società fallita di cui era liquidatore Cardile Maria avrebbe stipulato con la società Service & Service srl della quale Andaloro era amministratore e Colosi socio, con quota di partecipazione all’82% del capitale, contratto denominato di management. In forza di detto contratto la Sea Flight srl si sarebbe impegnata a corrispondere alla Service & Service Srl la somma mensile di € 7.000,00 oltre IVA quale contropartita per l’affitto di ramo di azienda, che in realtà era già posseduto dalla società fallita. Così facendo i tre soggetti sopra citati avrebbero distratto dalle casse della società fallita in favore della Service & Service srl la somma complessiva di € 155.164,00.

In sintesi la tesi dell’Ufficio di Procura si fondava sul presupposto che il ramo di azienda interessato sarebbe stato dato in affitto alla Sea Flight srl in maniera pretestuosa e simulata con un contratto privo di oggetto in quanto l’azienda dedotta in contratto sarebbe stata di effettiva proprietà della società fallita Sea Flight Srl, e ciò al solo fine di distrarre dalle risorse finanziarie della fallita gli importi di danaro sopra precisati.

I giudici hanno accolto invece la tesi degli avvocati Giovanni Mannuccia, Giuseppe Zanghì e Vittorio Di Pietro, che hanno dimostrato come "il ramo di azienda dedotto nel contratto del maggio 2016, non era più di proprietà della fallita almeno dal gennaio del 2014 per essere rimasto completamente distrutto e annientato a seguito di sfratti, pignoramenti e vendite e oltre due anni di chiusura; la Service & Service Srl dopo oltre due anni ha ricostituito ex novo una azienda investendo importanti capitali, ha ristrutturato i locali e riarredato completamente l’esercizio, e l’ha quindi concessa in affitto alla Sea Flight Srl per un canone che teneva conto del corrispettivo versato ai locatori per l’affitto dei “muri” e il rientro – nel tempo – della notevole esposizione derivante dall’investimento rilevantissimo necessario per ristrutturazione riarredamento e riavvio dell’esercizio commerciale, ragion per cui, tenuto conto del carico fiscale e della inveterata morosità della Sea Flight l’operazione commerciale si è risolta in una notevole perdita per la Service & Service, a tutto vantaggio della Sea Flight Srl, laddove la sua “azione” si è rivelata assolutamente inidonea ad arrecare l’evento dannoso protetto dalla norma penale incriminatrice della bancarotta, che è la tutela del patrimonio della società fallita".


 

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