Calcestruzzo depotenziato per i moli di Messina, tutti assolti

Il processo era nei confronti di dieci tra rappresentanti legali di società, fornitori, imprenditori e funzionari e la società Tecnis

Mimmo Costanzo e Concetto Lo Bosco

Si è concluso con una assoluzione per tutti gli imputati il processo a carico di dieci tra rappresentanti legali di società, fornitori, imprenditori e funzionari ed una società finiti nell’inchiesta della procura per la realizzazione delle banchine del porto “Vespri” e “Colapesce” a Messina, un appalto da 15 milioni di euro, per i moli del centro città.

I lavori si erano conclusi nel 2010, ma una denuncia anonima aveva segnalato l’utilizzo di cemento impoverito per la realizzazione dell’infrastruttura facendo scattare un’indagine che ha portato il gip Giovanni De Marco a disporre anche  l’interdizione per un anno per sei persone fra cui dirigenti della Tecnis e  funzionari pubblici coinvolti, dando l’ok anche al sequestro di ingenti somme a carico di tutti gli indagati.

Oggi la sentenza della prima sezione del tribunale monocratico che ha assolto Danilo La Piana, rappresentante legale della Tecnis S.p.a., Daniele Naty, procuratore speciale della Tecnis spa e gli imprenditori Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Domenico Costanzo. 

Sono stati assolti anche Antonio Giannetto e Vincenzo Silvestro rappresentanti legali delle società fornitrici di calcestruzzo, Carmelinda Antonella Fangano, rappresentante della società incaricata dell’esecuzione dei lavori di realizzazione dei pali di fondazione delle banchine, Rosario D’Andrea, presidente della commissione di collaudo e collaudatore statico dell’opera, Fabio Arena, funzionario dell’ufficio tecnico e opere marittime per la Sicilia e direttore dei lavori, Francesco Bosurgi ispettore di cantiere per conto dell’ufficio opere marittime di Messina, (le cariche si riferiscono a quelle ricoperte all’epoca dei fatti) . Infine assolta anche la società Tecnis spa.

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Per tutti assoluzione perchè il fatto non sussiste. Niente truffa, nè frode in pubbliche forniture e falsità ideologica come ipotizzato dalla procura nel 2014. Secondo l’accusa, per i lavori di realizzazione dei pali di fondazione, le travi, le solette ed il palancolato della banchine sarebbe stato impiegato - in relazione ad alcuni settori - un calcestruzzo con coefficiente di resistenza cubica, inferiore a quello previsto in progetto.

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