rotate-mobile
Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

"Sistema Siracusa", l'accusa chiede dieci condanne: due anni per Verdini

Le richieste al processo scaturito dall'indagine sulla rete di corruzione giudiziaria messa in piedi dall’avvocato Piero Amara

Sono dieci le condanne chieste dall'accusa al processo sul cosiddetto “Sistema Siracusa”, oltre ad una prescrizione e un'assoluzione al centro dell'indagine seguita della procura di Messina su fatti di corruzione in atti giudiziari.

Ai giudici del tribunale della città dello Stretto la condanna è stata richiesta tra gli altri, anche per l'ex senatore di Ala Denis Verdini a 2 anni e 5 mesi ed a 8 anni per l'ex magistrato del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana Vincenzo. Il processo nasce a seguito di indagini della Guardia di Finanza su casi di presunte sentenze 'aggiustate'.

Il processo scaturisce dall’indagine partita dalla Sicilia che coinvolge i due avvocati d’affari, Piero Amara e Giuseppe Calafiore con intrecci che hanno messo  in crisi il Csm, l’organo di autogoverno dei giudici partendo da una tangente che Eni avrebbe pagato al giudice Giancarlo Longo, attraverso i due legali, per ottenere l’archiviazione dell’inchiesta sulla maxi tangente da 200 milioni di dollari che la più grande azienda petrolifera d’Italia avrebbe pagato in Nigeria per ottenere la concessione del deposito offshore Opl245.

Ecco in dettaglio le richieste dei pm: 6 anni e 10 mesi per Fabrizio Centofanti, 6 anni e 3 mesi per Gianluca De Micheli, 9 anni e 8 mesi per Alessandro Ferraro, 4 anni e 2 mesi per Giuseppe Guastella. Chiesti 8 anni per Giuseppe Mineo. Vincenzo Naso (6 anni e 7 mesi),  Salvatore Pace (6 anni e 10 mesi), Riccardo Sciuto (6 anni), Mauro Verace (6 anni e 9 mesi) e Denis Verdini 2 anni 5 mesi e 600.000 euro di multa. Chiesta la prescrizione per Giambattista Coltraro e l'assoluzione per Sebastiano Miano.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Sistema Siracusa", l'accusa chiede dieci condanne: due anni per Verdini

MessinaToday è in caricamento