Assoluzione per De Luca, la reazione dei legali: “Oggi è l'11 settembre di una politica criminale”

Anche il sindaco parla della fine di un calvario giudiziario e chiede scusa per i momenti di sconforto in cui “sono andato sopra le righe”. Gli avvocati Taormina e Micalizzi: “E' stato restituito alla alla sua missione politica e morale”

Il sindaco Cateno De Luca

Ha fatto un certo effetto ascoltare le prime parole del sindaco Cateno De Luca in lacrime.  Quelle a caldo dopo la sentenza di assoluzione in appello del sacco di Fiumedinisi e quelle più ragionate, scritte a mente serena, nel pomeriggio inoltrato di una giornata che non dimenticherà mai.

Fanno effetto perché ha pronunciato più volte la parola scusa – e non siamo abituati - nei confronti della magistratura e di tutti quelli che ha attaccato,  ma fa effetto soprattutto perché le storie giudiziarie tormentate lasciano sempre l’amaro in bocca. Oggi De Luca può tornare a fare il sindaco serenamente:  “Sono soddisfatto di questo esito, onestamente ci ho sempre sperato. Ho sempre cercato di dimostrare la mia estraneità ai fatti, non fuggendo dai processi ma difendendomi negli stessi, presentandomi ad ogni udienza e confidando sempre nella magistratura che ha fatto il proprio lavoro al meglio – scrive in una nota - Noi avevamo fatto anche il ricorso incidentale perché avevamo chiesto su qualche capo di imputazione dove era stata sollevata la prescrizione di entrare nel merito, per ottenere l’assoluzione da tutte le ipotesi di reato. Abbiamo di fatto rinunciato ad avvalerci della prescrizione in quanto sicuri della mia innocenza. Questo è l’aspetto che in parte mi amareggia: questo è un gesto che fa solo chi è sicuro della propria estraneità ai fatti. Facendo appello incidentale ho chiesto di fare una valutazione complessiva su tutti i capi d’imputazione, anche su quello che era prescritto, mettendo a repentaglio me stesso. Purtroppo sono stati quasi 9 anni di calvario giudiziario, oggi si chiude questa storia. Voglio approfittare di questo momento per fare le mie scuse anche alla magistratura, per qualche mia esternazione sopra le righe, frutto di momenti di sconforto”.

“È ovvio – continua –  che queste scuse sono formulate nella consapevolezza che la giustizia vera esiste. Stare nel tritacarne mediatico e giudiziario per quasi un decennio non è piacevole e non lo auguro neanche al mio peggior nemico. Auspico che per il futuro ci sia una maggiore celerità di giudizio perché, se avessi ascoltato le sirene che mi chiedevano di farmi da parte, sarei stato al capolinea per tanti anni, in attesa di essere riabilitato nella dignità sia pubblica che privata”.

“Mi auguro – conclude De Luca –  che in futuro, quelli che sono i profili giudiziari personali, non vengano più tirati in ballo in male fede per lo scontro politico. Per anni bollato come impresentabile della politica. Poi quando le vicende si chiudono, come in questo caso, rimane il dispiacere degli attacchi ingrati ed in malafede. Che questo sia un momento di riappacificazione generale, per andare avanti. Questi 9 anni di Calvario li dedico ai miei genitori, specie a mio padre, che provato come tutta la mia famiglia ha subito in silenzio ammalandosi. Ringrazio i miei avvocati, in particolare il professore Carlo Taormina e l’avvocato Micalizzi che in questi anni mi hanno eccellentemente difeso e mi sono stati umanamente vicini, sostenendomi nei momenti difficili di questa vicenda giudiziaria. Andiamo avanti e voltiamo pagina”.

Voltare pagina è quello che ora chiede anche la città rispetto a problemi che sembrano vecchi di trent’anni. La zona falcata, gli svincoli, gli approdi di Tremestieri. E poi su tutto: il Risanamento. E come dessert i laghi di Ganzirri inquinati. Basta sfogliare i giornali degli ultimi trent’anni anni a Messina per capire che alla fine gli argomenti sono sempre gli stessi. Mentre il mercato delle baracche alimentava le pagine dei giornali, le colline di Messina sono state devastate sotto gli occhi complici di tanti tecnici e politici che giocavano con il Prg come i gatti con i topi: a vincere la fetta del formaggio, era poi la speculazione, che sovrana torreggia in città e sul litorale.

La stessa speculazione che è stata contestata per nove lunghi anni al sindaco De Luca.

Ora la speranza è che non si preparino nuovi tormentoni e che al puzzle si sostituisca un disegno organico per il futuro della città, così come gli hanno chiesto i cittadini  quando  lo hanno votato.

“Con questa ennesima assoluzione – scrivono oggi i legali del sindaco Tommaso Micalizzi e Carlo Taormina - si chiude un autentico calvario giudiziario che si è abbattuto sulla vita integerrima e di fede di Cateno De Luca, dovuto all'opera massacrante di una politica sporca e maleodorante, retaggio di un passato capace di strumentalizzare anche la nobile pratica della Giustizia. Oggi è l' 11 settembre di quella politica autenticamente criminale  - conclude la nota dei Legali - e va dato atto alla Magistratura messinese,  spesso non tenera nei confronti di un galantuomo che l'opinione pubblica e il popolo hanno saputo ben riconoscere, di aver sempre dimostrato di contenere gli anticorpi attraverso i quali cacciare indietro ogni veleno strumentalizzatore di politicanti e faccendieri.  L'autorità giudiziaria messinese non va ringraziata perché suo dovere è quello di fare giustizia – conclude la nota dei legali - ma, anche avuto riguardo a polemiche del passato, va ad essa dato atto non solo di indiscutibile saggezza ma anche di aver restituito Cateno De Luca ad una missione politica e morale che lo ha segnalato, e ancor più accadrà in futuro, come l'uomo nuovo della politica del fare, contro mafia, poteri forti, corruzione”.

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