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Cronaca

Falso durante un concorso interno per docenti dell'ateneo, due assolti

Il caso che ha coinvolto ancora una volta il professore Dario Tomasello vittima di una documentazione falsa da parte di un collega e di un funzionario dell'università

Assolti perché il fatto non sussiste. Si chiude così il processo che ha visto protagonista il figlio dell’ex rettore, Dario Tomasello, stavolta nei panni della vittima perché un docente, Pietro Perconti, e un funzionario dell’Università, Giuseppe D'Attila, avrebbero dichiarando il falso in una riunione del dipartimento di Scienze cognitive del 27 dicembre 2021 dove si doveva decidere se promuovere Tomasello. La vicenda, finita nelle aule del tribunale di Messina, era stata resa nota a partire dall'esposto che era stato presentato dall'allora rettore Salvatore Cuzzocrea. 

Università e caso Tomasello, due indagati per falso

La sentenza, pronunciata al termine del processo che si è aperto con rito abbreviato davanti al Gup Tiziana Leanza questa mattina, però, ha discolpato i due indagati. Secondo il pm Francesca Bonanzinga, durante una seduta del Cospecs il 27 dicembre 2021, i due avrebbero attribuito ai professori Rosaria Cavaleri e Antonio Pennisi la qualifica di “assenti giustificati” per ottenere la “maggioranza qualificata” nelle votazioni. 

Ad assistere Giuseppe D'Attila l'avvocato Giovanni Caroé. Perconti è stato difeso da Luigi Montagliani del foro di Palermo.

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