Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

La Residenza, si va in Cassazione per il sacco edilizio sul Torrente Trapani

Il Comune di Messina figura nella doppia veste di responsabile civile e parte civile, insieme alla sigla ambientalista che ha per prima denunciato la colata di cemento

La Residenza

Fissata al 18 dicembre l’udienza in Cassazione sul caso “La Residenza”, il processo che riguarda la lottizzazione sul torrente Trapani. Un vero e proprio sacco edilizio in piena ZPS, secondo il Wwf, che nel marzo del 2019 ha portato alla condanna in appello del costruttore Giuseppe Pettina e Silvana Nastasi a sei mesi e per il dirigente comunale, ingegnere Francesco Rando ad un anno e tre mesi. Decisa in appello una sola assoluzione, quella di Franco Lo Presti, per non aver commesso il fatto.

A pagare sarà anche il Comune di Messina, che in questo processo figurava nella doppia veste di responsabile civile e parte civile, insieme alla sigla ambientalista che ha per prima denunciato la colata di cemento sul torrente Trapani, inquilini e proprietari delle aree.

L’accusa rimasta in piedi per il costruttore di San Piero Patti è una soltanto, per le altre tre contestazioni è comunque scattata la prescrizione. Prescrizione che ha “salvato” anche l’altro imputato Nicola Grasso condannato comunque a risarcire le parti civili.

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