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Cronaca

Lavinia Marano morta dopo aver partorito, il tribunale nomina due periti per capire cosa è davvero successo

In Appello i giudici ricercano eventuali negligenze che hanno portato al decesso della musicista 44enne. Nuova udienza a dicembre

Ci saranno due nuovi periti ad esaminare il caso Lavinia Marano, la 44enne morta nel 2016 al Policlinico dopo aver dato alla luce il suo primo figlio. Così hanno disposto i giudici in Appello con un'ordinanza che precede la prossima udienza in secondo grado prevista il prossimo 5 dicembre. A studiare le carte ed effettuare nuove perizie saranno il medico legale Stefano De Pasquale Ceratti e il direttore della divisione di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Cannizzaro di Catania, Paolo Scollo.

In particolare, i giudici puntano a verificare se vi sia stata negligenza, imprudenza o imperizia nella scelta di indurre al travaglio Lavinia Marano e se immediatamente dopo il parto cesareo alla donna avrebbe dovuto essere somministrato un farmaco. Poi il punto sulla necessità di ricovero in terapia intensiva subito dopo il parto e le procedure effettuate in seguito all'emorragia riscontrata nella paziente. 

In primo grado si è arrivati alla condanna ad un anno di reclusione (pena sospesa) dei medici Onofrio Triolo, Vittorio Palmara, Antonio Denaro e Roberta Granese. Assolti, invece, gli altri sei imputati, fra medici e ostetrici in servizio, con la formula "per non aver commesso il fatto".

A difendere la famiglia Marano gli avvocati Giovanni Caroè, Carola Flick, Franco e Nunzio Rosso. Il collegio difensivo dei sanitari coinvolti è stato composto dagli avvocati Daniela Agnello, Tommaso Autru Ryolo, Benedetto Calpona, Carlo Autru Ryolo, Emanuela Trimarchi, Giuseppe Carrabba, Maurizio Cacace, Giuseppe Santilano, Francesco Rizzo, Flavia Maria Fiorenza Buzzanca, Agatino Bellomo ed Ettore Cappuccio.

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