VIDEO | Si apre il maxiprocesso alla mafia dei Nebrodi, Antoci: “Abbiamo fatto capire che si possono fidare dello Stato”

L’ex presidente del Parco dei Nebrodi presente per l'apertura del dibattimento al carcere di Gazzi. “Oggi è invece una giornata in cui paura non si deve avere, ognuno di noi ha messo un tassello”

Ha preso il via oggi al carcere di Gazzi il maxiprocesso "Nebrodi" del Tribunale di Patti sulle truffe agricole all’Agea e all'Unione Europea dei clan mafiosi dei Nebrodi. Alla sbarra 111 imputati dopo l’operazione che il 16 gennaio portò agli arresti di 94 persone, quasi duecento indagati e 150 aziende sequestrate.

All’ingresso del carcere anche l’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, oggi presidente onorario della Fondazione Caponnetto, che già ieri aveva assicurato la sua presenza “perché – ha detto – voglio guardarli dritti negli occhi, uno per uno”.

Antoci è promotore del protocollo - che porta infatti il suo nome – ideato per porre un freno alle truffe ai danni dell'Unione Europea, obbligando le aziende che vogliono affittare i terreni del Parco a fornire il certificato antimafia dalla prefettura, non potendo più autocertificarsi per bando con importi inferiori a 150mila euro.

L’inchiesta Nebrodi della Dda di Messina, guidata dal Procuratore Maurizio De Lucia, ha messo a nudo gli interessi dei mafiosi che nei fondi pubblici hanno trovato ormai da tempo un nuovo business con meccanismi sempre più raffinati che il protocollo Antoci evidentemente non è riuscito a interrompere del tutto ma ha dimostrato alle vittime “che si possono fidare dello Stato”.

“Se noi non facciamo il salto del fosso per far capire a queste persone che hanno paura che oggi è invece una giornata in cui paura non si deve avere, allora ognuno di noi ha messo un tassello. E io penso che tanti tasselli fanno un quadro forte e tolgono dalla paura e danno speranza a tutti coloro per i quali tutto questo è stato fatto”, ha detto con riferimento all’indagine della Guardia di Finanza di Messina e dei Carabinieri del Ros che hanno assicurato alla giustizia numerosi componenti di famiglie mafiose.

Parte civile al processo anche un imprenditore oltre enti e associazioni come il Comitato Addiopizzo e le associazioni antiracket Acis di Sant’Agata Militello e Aciap di Patti.

"Il processo che inizia questa mattina a Messina contro la mafia dei Nebrodi - scrive su Facebook Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd e capogruppo dem in commissione Antimafia- è una nuova importante occasione per lo Stato di colpire l'organizzazione criminale che ha per decenni soggiogato un intero territorio e lucrato enormi guadagni illeciti. Grande merito va ai magistrati e agli inquirenti ma tutto ciò si deve anche al coraggio di Giuseppe Antoci che ha pensato e proposto il protocollo che ha messo in crisi il sistema criminale fino a portare agli arresti. Antoci ha rischiato la vita è tutt'ora è costretto a vivere scortato insieme alla sua famiglia. Il processo che si apre oggi è già una vittoria per chi crede nello Stato e nella legalità ed un messaggio chiaro contro la criminalità organizzata sulla volonta' di combatterla e di liberare i territori che ha occupato". 

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