Omicidio Musarra, un super perito per chiarire le cause della morte: Ioppolo era in cura da uno psichiatra

Nuova udienza del processo sul femminicidio di Santa Lucia Sopra Contesse. In ballo la capacità di intendere e di volere dell'imputato. Ancora dubbi sulle modalità dell'omicidio. Dibattimento rinviato al prossimo 18 novembre

Si aggiunge un nuovo tassello all'intricato mosaico sul femminicidio di Alessandra Musarra, la 29enne ritrovata cadavere nel suo appartamento di Santa Lucia Sopra Contesse il 7 marzo 2019. Pochi mesi prima della tragedia, il fidanzato Christian Ioppolo ha assunto farmaci indicati per problemi di natura psichiatrica. La terapia sarebbe iniziata a metà gennaio e proseguita nelle successive settimane. Un elemento, già reso noto dai familiari del ragazzo, e analizzato ulteriormente questa mattina durante il nuovo dibattimento in tribunale per poter per accertare la capacità di intendere e di volere del giovane. Il giudice Massimiliano Micali ha fissato una nuova udienza il prossimo 18 novembre. Verrà ascoltato il medico che ha prescritto la cura al ragazzo e sulla base della testimonianza potrebbe essere disposta una perizia psichiatrica.

Da chiarire anche la causa della morte di Alessandra su cui già nell'udienza dello scorso 16 settembre hanno duellato i medici legali di difesa e parti civili. In campo due ipotesi: la morte per strozzamento o a causa di un forte trauma che ha comportato la rottura dell'osso ioide. A riguardo sarà fondamentale la perizia di un medico legale che sarà nominato dal tribunale. 

Ioppolo difeso dall'avvocato Alessandro Billè, intanto, collegato in videoconferenza, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice intanto ha acquisito le registrazioni dei due interrogatori ai quali era stato sottoposto il ragazzo durante il fermo e in concomitanza con la conclusione delle indagini. A verbale anche il contenuto del diario di Alessandra che conterrebbe dettagli sul rapporto sentimentale e annotazioni risalenti a pochi giorni prima la tragedia di contrada Campolino. 

Ad assistere i familiari della vittima e le associazioni che si sono costituite, gli avvocati Oleg Traclò, Cettina La Torre, Maria Gianquinto, Antonio Centorrino e Rosaria Chillè. 


 

 

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