Omicidio Musarra, in aula la madre della vittima: “Morboso e geloso, Alessandra voleva lasciarlo”

In aula i parenti e gli amici della donna uccisa a Santa Lucia Sopra Contesse la notte del 7 marzo. La sorella racconta che l'imputato minacciava anche chi metteva like nella sua pagina facebook

Otto testimoni in aula oggi per il processo sulla morte di Alessandra Musarra, la donna assassinata la notte del 7 marzo 2019 nella sua casa di Santa Lucia Sopra Contesse. Sul banco degli imputati il fidanzato Cristian Ioppolo.Oggi la corte presieduta da Massimiliano Micali ha sentito i parenti della vittima tra i quali la madre e le due sorelle.

I testimoni hanno comunque tutti confermato quanto dichiarato nella fase preliminare delle indagini ma in aula hanno aggiunto degli elementi in più che per la diesa sono in parte contrastanti.

In aula inatti erano concordi nel mettere in evidenza come la storia fra i due fosse ormai incrinata da tempo tanto che più volte Alessandra gli aveva chiesto di non tornare più a cercarla e di interrompere la relazione.  “Morboso e geloso”  sono gli aggettivi con cui i parenti hanno descritto il ragazzo. In particolare una delle sorelle ha raccontato che lui cercava di farle terra bruciata anche parlando male di Alessandra con i familiari stessi oltre che con gli amici. In particolare Cristian la accusava di fare uso di sostanze stupefacenti e di flirtare con altri. L'imputato sarebbe stato così possessivo da avvicinare perfino i ragazzi che mettevano like nella pagina facebook della sua compagna, arrivando perfino a minacciarne uno. 

Comportamenti che però durante la relazione non erano stati tenuti evidentemente nella giusta considerazione dal momento che come emerge dalle dichiarazioni delle sorelle stesse, più volte aveva incoraggiato la povera Alessandra a non lasciarlo, intervenendo su richiesta di Ioppolo, e mettendo in evidenza quanto lui la amasse. Secondo la difesa le accuse di morbosità non hanno mai avuto nessuna manifestazione e le testimoninze non hanno fatto riferimento ad episodi specifici, tranne che ne caso dell'amico che aveva lasciato apprezzamenti sui social.

Anomalo rimane il fatto che nessuno dei familiari e amici che abitavano vicino la vittima abbiano sentito rumori sospetti la notte dell'omicidio, tranne una cugina che abita al piano soprastante e che ha raccontato di aver udito due tonfi in orari incompatibili con la presenza di Ioppolo dentro l'abitazione della Musarra.

La Corte si è ancora riservata di decidere sulla richiesta di ammettere la perizia psichiatrica per l'imputato e sull'acquisizione del diario che secondo la difesa di Ioppolo, Alessandro Billè, potrebbe dare nuovi elementi di valutazione legati al fatto che la giovane aveva scritto di paure legate al rapporto con alcune donne rumene.

L'udienza è stata rinviata al 16 settembre per l'escussione dei testi delle parti civili e dell'imputato, compresi i medici legali quali consulenti di parte che erano presenti all'esame autoptico della vittima.

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Ad assistere i familiari della vittima e le associazioni che si sono costituite, gli avvocati Oleg Traclò, Cettina La Torre a Maria Gianquinto, Antonio Centorrino e Rosaria Chillè.

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