Oro grigio, il Wwf "vittima" della lottizzazione abusiva sul torrente Trapani: verrà risarcito

La sentenza storica della Corte d'Appello di Messina. L'associazione ambientalista considerata parte lesa: riconosciuto il danno morale

Un'associazione ambientalista verrà risarcita come parte lesa del reato di lottizzazione abusiva. E' il caso, destinato a fare scuola, che emerge dal processo "Oro grigio", uno dei procedimenti giudiziari più importanti nella storia recente di Messina.

La Corte d'Appello del tribunale peloritano ha infatti decretato il risarcimento a WWF Italia di 48mila euro per danno morale e non patrimoniale. Ad assistere l'organismo per il World Wide Found for Nature, l'avvocato Aurora Notarianni. 

Il caso esplose nel 2005 con una serie di arresti eccellenti per la speculazione edilizia del complesso Green Park sul torrente Trapani. Una vicenda di tangenti e comitato d’affari che metteva insieme imprenditori, politica e burocrazia all’ombra di un terreno considerato a bassa densità edilizia che ottenne  la concessione per realizzare un complesso edilizio. In Appello furono confermate le condanne a 4 anni e mezzo dell’avvocato “Pucci” Fortino, dell’ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno, del funzionario comunale Antonino Ponzio, e rideterminate in 1 anno e 10 mesi le pene per i costruttori Giovanni Arlotta, Giovanni Magazzù e Antonio Smidile (con sospensione della pena).

In Cassazione, tranne che per Magazzù e Smidile, scomparvero le altre quattro condanne perché prescritte. 

Secondo la sentenza della II sezione civile, presieduta dal giudice Sebastiano Neri, la lottizzazione abusiva ha comportato per WWF un danno non patrimoniale che deve essere commisurato tanto alla mortificazione dell’azione di tutela ambientale posta in essere con la realizzazione di ben otto corpi di fabbrica quanto alla perdita di credibilità, derivante da un’azione di contrasto che all’epoca dei fatti era stata resa inefficace e screditata dalla illecita condotta dei convenuti, che è certamente incidente in termini di danno alla reputazione dell’Ente.

Quell'area che avrebbe dovuto ospitare il mega complesso edizilio, comprensivo in tutti di 300 appartamenti, resta confiscata ma di recente è stata acquisita dal dipartimento Patrimonio del Comune. Più volte è stata chiesta la demolizione di quel che resta dei fabbricati, ma in ballo c'è ancora un progetto di Palazzo Zanca che potrebbe utilizzare il lotto per interventi di edilizia popolare. 

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