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Cronaca Sant'Agata di Militello

La tragica morte sul caicco del manager Eugenio Vinci, al via il processo in Croazia

Sul banco degli imputati l’armatore e il comandante dell’imbarcazione Atlantia Boat da cui si sono sprigionate emissioni tossiche che secondo l’accusa hanno portato al decesso del 57enne e intossicato anche la moglie i due figli

Al via a Spalato, in Croazia, il processo per la tragica morte del manager di Sant’Agata di Militello Eugenio Vinci.

Sul banco degli imputati l’armatore Zorak Bauk e Jerko Marasovic, comandante dell’imbarcazione Atlantia Boat da cui si sono sprigionate emissioni tossiche che secondo l’accusa hanno portato al decesso del manager 57enne.

La comitiva, tra cui il sindaco di sant’Agata di Militello Bruno Mancuso e la moglie, aveva noleggiato l’imbarcazione per trascorrere insieme una settimana di vacanza.

La notte del 13 agosto 2019 la tragedia. L’esame autoptico ha acclarato che la  morte dell’ amministratore delegato del gruppo Tuo, che gestisce i supermercati Tuodì, 57 anni,  è stata cagionata  dal  gas killer, presumibilmente rilasciato dall'impianto di climatizzazione, che ha avvelenato cinque turisti siciliani, tra cui la moglie e i due bimbi di Vinci,  nelle cabine del caicco sul quale si trovavano da tre giorni. I piccoli rimasero a lungo ricoverati in terapia intensiva e si era temuto per la loro vita.

Si tornerà in aula il 19 gennaio 2023. Legali della parta offesa gli avvocati Massimo Fabio, Salvatore e Giuseppe Mancuso. Gli imputati si sono dichiarati non colpevoli del reato a loro ascritto. "In base alle procedure previste dal diritto processuale croato - spiega a MessinaToday l'avvocato Salvatore Mancuso - potrà dunque prendere il via il processo nella forma ordinara. Nel loro sistema giudiziario non ci si può costituire parte civile ma si assistono le persone offese, in questo caso gli eredi di Vinci ma anche i signori Bruno Mancuso con la moglie Patrizia e Franco Trifirà e Patrizia Armaro. Nel caso di condanna si potrà intraprendere l'azione civile per il risarcimento dei danni subiti".

Nel decreto di accusa della Procura sono depositate tutte le perizie dei tecnici che in modo in modo incontrovertibile dimostrato come il gas si sia sprigionato dal gruppo elettrogeno illecitamente posto all'interno dei caicco per far funzionare l'impianto di climatizzazione.

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