Cronaca

Bambino di quattro anni conteso da genitori, dovrà decidere il tribunale

La madre si è trasferita da alcuni anni a Giardini Naxos mentre il padre se lo vuole portare in Finlandia. Stamattina la vicenda al centro di un’udienza davanti al Tribunale per i minorenni

Un bambino conteso tra il padre che vive in Finlandia e la madre che da alcuni anni si è stabilita a Giardini Naxos. Una vicenda intrecciata tra questioni penali e civili che vede nel mezzo un piccolino di quattro anni sul cui destino dovrà decidere il Tribunale per i minori di Messina. Oggi è prevista l’udienza davanti al giudice. Il desiderio della madre è che il bimbo non venga catapultato in un paese completamente diverso da quello in cui sta crescendo, si è ambientato e dove frequenta l'asilo. Dall’altro lato c’è la richiesta del padre. Al Tribunale il difficile compito di scegliere quale strada seguire per tutelare l’interesse del bambino.

Una storia molto complicata iniziata qualche anno fa, in Finlandia, dove lui e lei hanno una relazione. La storia dura poco, ma lei rimane quasi subito incinta. Rimasta sola decide comunque di portare avanti la gravidanza. Dopo qualche tempo la donna, che aveva l’affidamento del bimbo, decide di trasferirsi in Italia, portando con sé il figlio. Poco dopo, però, il padre richiede l’affidamento condiviso. Comincia un lungo braccio di ferro in cui si innescano procedimenti giudiziari e l’ordine di riportare il bambino in Finlandia. Lei si è mostrata disponibile a far vedere il figlio al padre, ma lui non sarebbe voluto venire in Sicilia. La donna nel frattempo vive nell’angoscia. Si è affidata agli avvocati Elena Cassella e Vincenzo Merlino che l’affiancano in questa difficile situazione.

I casi di figli contesi tra genitori che vivono in paesi diversi sono casi tutt’altro che rari anche in Italia. Casi dolorosi e spesso complicati che vedono i figli contesi  da mamma e papà. Sono le storie di figli con genitori che decidono di separarsi e percorrere strade diverse e che devono affrontare il problema delle distanze e delle incomprensioni. Quello delle tematiche familiari è un tema attuale,  proprio di minori e famiglia se ne parlerà al festival siciliano della famiglia in programma a Catania il 7-8-9 giugno. L’evento, organizzato dal Forum delle associazioni  familiari della Sicilia, vuole portare all’attenzione delle istituzioni e della popolazione le tematiche di politica familiare.

 Intanto l’avvocato Elena Cassella e l’avvocato Vincenzo Merlino, "difensori rispettivamente in sede civile e penale di una donna  accusata di sottrazione internazionale di minore eccepiscono come nel caso concreto possano configurarsi le condizioni ostative al rimpatrio previste dalla Convenzione de L’Aja del 25 ottobre 1980". "In particolare,- sostengono- in disparte l’eccepita insussistenza delle condizioni per il rimpatrio del minore, residente abitualmente in Italia da anni, per effetto del rimpatrio, il minore sarebbe esposto al fondato rischio di pericoli fisici o psichici, o possa trovarsi in una situazione intollerabile.  Com’è noto, l’art. 13 della Convenzione de L'Aja 25 ottobre 1980, sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori, resa esecutiva con l. 15 gennaio 1994 n. 64, introduce alcune deroghe al dovere dello Stato, che ne sia richiesto, di ordinare l'immediato rientro del minore nel proprio Stato di residenza abituale, in caso di suo trasferimento illecito. Peraltro, a parte che nel caso di cui ci occupiamo l’illiceità del trasferimento è tutt’altro che assodata (vertendo anche in grado di Cassazione penale il giudizio) in ogni caso, non sussiste dovere di ordinare il rientro quando chi si oppone al rientro stesso dimostri, tra l'altro, che, per effetto del rimpatrio, il minore sarebbe esposto al fondato rischio di pericoli fisici o psichici, o possa trovarsi in una situazione intollerabile (art. 13 Conv. L’Aja 25.10.1980)”.

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