Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Politiche per l'inclusione dei giovani, Cgil: "In campo interventi per bloccare il calo demografico"

Una delegazione messinese presente oggi a Lecce all'inaugurazione del progetto europeo “Back in town” di cui il sindacato è promotore

La Cgil di Messina presente oggi a Lecce all’evento  di apertura del progetto europeo “Back in town”. Un progetto, di cui la  Cgil è promotrice, che mira a sviluppare politiche finalizzate  all’inclusione dei giovani e delle giovani donne nelle città che si  spopolano ed invecchiano, proprio come Messina. Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea, è coordinato dalla  segretaria confederale della Cgil di Messina, Stefania Radici. È  realizzato da un consorzio transnazionale e multidisciplinare, con  organizzazioni provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Slovenia e Grecia  e si avvale di esperti di politica economica e pianificazione urbana  appartenenti ad enti prestigiosi quali il Politecnico di Milano, il  CNR-Issirfa e l’Università di Bari.

Il progetto intende rafforzare la capacità degli attori locali delle  relazioni industriali e del dialogo sociale di mettere in atto politiche  che accompagnino l’integrazione lavorativa e l’inclusione sociale dei  giovani a livello urbano. In particolare nelle città fragili, quelle che  vivono l’inverno demografico dovuto all’emigrazione giovanile e  all’invecchiamento della popolazione.

“Messina - osserva la  coordinatrice del progetto e segretaria Cgil Messina, Radici - come le  altre città del Mezzogiorno d’Italia, soffre le conseguenze di politiche  economiche e sociali carenti, inadeguate ed inefficaci. A causa della mancanza di una visione chiara e strategica di sviluppo del territorio,  l’enorme mole di risorse dei fondi strutturali destinata a ridurre i divari territoriali non ha prodotto risultati tangibili sulle condizioni di vita e di lavoro dei giovani, ma neanche le risorse ordinarie sono state orientate a produrre uno sviluppo inclusivo e sostenibile, capace di coniugare crescita economica e coesione sociale. Troppi giovani stanno ai margini di un mercato del lavoro che non dà opportunità e  prospettive. Chi non parte, infatti, è costretto ad accettare lavori  discontinui, a tempo parziale, bassi salari e posizioni spesso non in  linea coi percorsi formativi. Al divario generazionale si aggiunge un drammatico divario di genere. Su 10 donne 7 non lavorano e la condizione di genitorialità è penalizzante in un contesto in cui mancano servizi per l’infanzia e che facilitino la conciliazione lavoro-famiglia”.

Serie politiche per l’integrazione lavorativa e l’inclusione sociale dovrebbero riguardare l’educazione, per prevenire l’abbandono prematuro  degli studi e accompagnare i giovani verso l’acquisizione di un’istruzione terziaria, il supporto al passaggio school-to-work, il sostegno economico a progetti innovativi, soprattutto in settori strategici, l’erogazione di servizi e l’offerta di spazi condivisi a supporto dell’avvio e della gestione di attività lavorative, l’accesso alla casa, alle cure, alla cultura, allo sport, alla mobilità, alla socialità, servizi di welfare per favorire l’attivazione lavorativa, per la Cgil Messina sono queste le politiche che rendono le città accoglienti, attrattive ed inclusive, a misura dei giovani.

“Senza politiche mirate e orientate a rispondere ai bisogni del territorio, non si riuscirà ad invertire l’inverno demografico. Il Comune di Messina è uno degli enti pubblici che ha dato l’adesione al progetto e quindi ci auguriamo che abbia un ruolo attivo”, dichiara il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti presente a Lecce.
 

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