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Cronaca

Sanità, l'Asp proroga i Punti unici di accesso ma serve un piano per la riorganizzazione

Soddisfazione e volontà di collaborazione sono state espresse dal presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp Messina Antonio Giardina

Proroga fino al 31 dicembre dell’attività dei Punti Unici di Accesso (P.U.A.) aziendali. I Pua sono previsti dalle linee guida del marzo 2010 sulla riorganizzazione dell’attività territoriale di cui all’art. 12 della L.R. 5/2009 di riordino del Servizio Sanitario Regionale. Si tratta di un servizio per le persone fragili che accoglie, ascolta e valuta la domanda di assistenza socio-sanitaria e/o orienta ed indirizza ad altri servizi.

Soddisfazione e volontà di collaborazione sono state espresse dal presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp Messina Antonio Giardina per la proroga.

L’Asp, con i suoi 8 distretti, prevede altrettanti Punti di Accesso per il consolidamento strutturale della rete dei servizi territoriali e l’accesso integrato e facilitato alle cure. La piena operatività di tali punti, tuttavia, non è stata ancora raggiunta per la precarietà del personale adibito, soggetto a rinnovi periodici con ampi periodi di vuoto d’organico.

Non sembra superfluo peraltro rammentare, a riguardo, che il Pnrr (Piano Nazionale Resistenza e Resilienza) prevede la “semplificazione dell’accesso (ai servizi sanitari n.d.r.)  mediante punti unici di accesso socio-sanitario” (Mission 5, Riforma 1.2: Sistema degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti). Tanto evidenzia la necessità di un piano di azioni alla luce della programmazione dei fondi, che interessa la riorganizzazione sanitaria garantendo trasparenza, comunicazione e partecipazione.

“A tal fine e in ogni caso - dichiara Giardina - il Comitato Consultivo, quale organismo istituzionale dell’Asp, si rende disponibile a collaborare con la direzione strategica aziendale e con i servizi di riferimento, per dare continuità e funzionalità ai P.U.A., ma soprattutto per arrestare il progressivo smantellamento dei servizi pubblici che sono stati negli anni vieppiù depauperati di risorse umane, tecnologiche e strumentali. Tra le principali criticità si evidenziano i lunghissimi tempi di attesa, e coloro che necessitano di prestazioni per patologie gravi e complesse sono costretti a rivolgersi ai servizi privati o libero-professionali (ALPI) che continuano a offrire, ma solo dietro pagamento ovviamente, disponibilità immediata alle prestazioni”.

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