Cronaca

Occupazione suolo pubblico, monta la protesta del movimento dei tavolini: arriva in soccorso la delibera di giunta

Esercenti in piazza Municipio col presidente del consiglio Interdonato e le associazioni di categoria. Sott'accusa la Soprintendenza che non detta le linee guida. Bonaffini: “Dobbiamo fare acquisti e investimenti che durano oltre i termini previsti dal decreto Rilancio”

Tre tavolini in piazza come simbolo della protesta al sit in in piazza municipio dei commercianti che col vicepresidente del consiglio comunale Nino Interdonato che si è intestato la battaglia di velocizzare le procedure per allargare le maglie dell'occcupazione del suolo pubblico in modo da consentire di rilanciare le attività dopo il lungo periodo di chiusura legato al lockdown.

In piazza Municipio esercenti e le rappresentanze di categoria Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Pim. Sott'accusa soprattutto la Soprintendenza che ha disertato l'ultimo incontro sull'argomento che sta a cuore dei commercianti cittadini in vista di una possibile e auspicabile ripresa.

La preoccupazione è che sia la burocrazia dopo il coronavirus a dare il colpo di grazia.  “La nostra proposta è assegnare gli stalli dei parcheggi ai ristoratori e ai proprietari dei locali. Abbiamo bisogno di protocolli standar su come realizzarli condivisi dalle istituzioni” ha spiegato Nino Interdonato a nome di quello che è stato ormai soprannominato il movimento dei tavolini.

“Oggi noi ci ritroviamo con una legge dello Stato, il famoso decreto Rilancio che prevede non solo l'esenzione del suolo pubblico ma anche una semplificazione per le richieste di occupazione suolo pubblico - spiega Benni Bonaffini - al punto che basta presentare domanda e planimetria per essere autorizzati. La soprintendenza dopo mesi di trattative, attraverso il consiglio comunale, su questa vicenda ha deciso di essere assente. Cosa cambia? Cambia che il problema non è solo l'immediato. Oggi è prevista una deroga alla richiesta anche dei pareri per aiutare i pubblici esercizi fino al 31 ottobre. Ma la nostra esigenza è pianificare per un tempo più lungo, perchè dobbiamo fare investimenti, acquisti che devono durare nel tempo. Per cui oggi non possiamo pianificare le aperture e acquistare tavoi e altre se non conosciamo le linee guida della Soprintendenza. Il rischio sarebbe quello di fare acquisti che poi non vengono approvati”.

Una buona notizia arriva comunque dalla giunta che ha esitato una delibera che potrebbe essere pubblicata domani e  recepisce la legge dello Stato sulla semplificazione. In sintesi alla presentazione dell'istanza con allegato documento e planimetria degli spazi che si vogliono occupare, l'esercente può iniziare l'occupazione in giornata stessa limitatamente a sedie, tavoli e ombrello di modeste dimensioni. Se invece deve mettere attrezzature diverse, vige il silenzio assenso nei 15/30 giorni.

Bozza di delibera per l'occupazione del suolo pubblico

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