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No al coprifuoco, l'appello dei cittadini delle Eolie: “Aiutateci a salvare le isole”

Una passeggiata pacifica in corso Vittorio Emanuele per chiedere di riaprire senza “inutili restrizioni che si sono rivelate fallimentari”. Cannavò: “Anche il covid free non ci appassiona, vogliamo tornare a vivere e a lavorare”

Una passeggiata pacifica a Lipari per dire "no al coprifuoco alle 22". Si è svolta in maniera autonoma, non organizzata, da liberi cittadini in occasione del primo maggio che ha visto partecipi una cinquantina di persone tra cui proprietari di ristoranti, bar e di negozi. La passeggiata si è svolta in corso Vittorio Emanuele. Tra i presenti anche Maurizio Cipicchia, presidente di Assoimprese Eolie e proprietario di un ristorante: "E’ una iniziativa così come altre che si sono svolte nel resto del Paese per chiedere principalmente di togliere il coprifuoco che condiziona inutilmente la stagione soprattutto alle Eolie. Chiudere alle 22, soprattutto al sud e nelle località turistiche, signica non ripartire”.

Pesanti da gestire anche le altre restrizioni.

Ieri sera sono intervenuti i carabinieri che hanno rilevato solo le presenze anche se Cipicchia fa notare che al di là delle restrizioni che vietano di allontanarsi da casa oltre i limiti di orari e percorsi preordinati, esiste una libertà inviolabile riconosciuta costituzionalmente. “Noi eravamo lì in forma pacifica e rispettosa di tutte le misure di sicurezza, mascherine e distanziamento compreso – fa notare Cipicchia – né più né meno di quello che è accaduto in altre parti d’Italia”.

“In questo momento – è l’appello – la gente è stanca. Non le nascondo che l’isola era pronta a riaprire per cerimonie, battesimi, ma ritornando la zona arancione tutto è stato di nuovo bloccato. L’asporto da noi non funziona molto, facciamo ben poco. Abbiamo rispettato tutti i decreti, ma da ottobre siamo chiusi e ancora oggi non sappiamo cosa succederà. Neanche se dopo il 10 giugno restiamo arancioni o diventiamo gialli. Non abbiamo una programmazione e almeno fino alla fine di maggio non sappiamo di che morte moriremo”.

Assoimprese è associazione che ha sempre collaborato fattivamente anche con l'amministrazione in modo propostiivo e mai polemico. Alle attività a sostegno di varie categorie affianca anche la solidarietà con interventi che in questi lunghi mesi di pandemia che li ha visti attività anche con la spesa solidale. 

Nelle isole era prevista la vaccinazione per rendere la popolazione covid free ma si è arenata dopo alcune prese di posizione sulle priorità da seguire.

Presente anche chi ha una attività che non ha subito particolari rallentamenti ma ha voluto manifestare la propria solidarietà a sostegno delle categorie più colpite. “Il concetto di coprifuoco impatta tutti - spiega Adele Cannavò, titolare di un negozio di telefonia ed elettronica - e va a toccare una dei diritti principali quello di potersi muovere liberamente nel proprio territorio. Perfino il Cts si è tirato indietro rispetto la scelta del coprifuoco che non ha nulla di scientifico ma è solo ed esclusivamente politica”.

Per quanto riguarda il Covid free, invece, non sembra un argomento che trova particolare presa in Cannavò: “Se come ci dicono fonti autorevoli il vaccinato non è immune né dal contrarre un virus nè dal trasmetterlo, mi chiedo qual è il senso del concetto stesso di Covid free. Non resta che ripartire ormai liberandoci di inutili provvedimenti e precauzioni che si sono dimostrate inefficiaci in tutti questi mesi”. 

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