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VIDEO | “Non lasciateci morire”, da piazza Unione Europea il grido degli artisti

Una protesta “ordinata” con misure di distanziamento, mascherine e cuscino per ribadire la volontà di continuare a lavorare nel rispetto delle regole. Il manifesto contro l'ultimo Dpcm che ha decretato lo stop alle attività

 

Si sono ritrovati in piazza Unione Europea, vestiti di nero in segno di lutto ma anche di rigore, lo stesso con cui hanno affrontato questa emergenza dando il massimo per seguire tutte le linee guida previste dal governo. E lo stesso con cui hanno protestato. Mantenendo le misure di distanziamento, le mascherine e l'ordine che contraddistingue che conosce la fatica e la disciplina.

Attori, cantanti, musicisti, docenti di danza hanno manifestato così il proprio dissenso per le ultime norme anti contagio.

“Ci siamo adeguati ai protocolli di sicurezza, abbiamo investito risorse e seguito scrupolosamente le regole. Non è servito”. In piazza anche cittadini che hanno voluto far sentire il proprio sostegno alla categoria.

A turno hanno letto il loro “manifesto”, le ragioni del loro dissenso. Eccolo:

I lavoratori di teatro, musica, cinema e danza scelgono di cambiare platea. Finora abbiamo accettato con pazienza le chiusure e le limitazioni che sono state indicate.
Quando abbiamo potuto, abbiamo ripreso le nostre attività a condizioni sostanzialmente ridicole. Eppure non ci siamo arresi perché il nostro mestiere è, anche, lotta da sempre.
ORA BASTA!

Fermare gli spettacoli, fermare le stagioni, fermare le attività pedagogiche, chiudere i Teatri, i Cinema, le scuole di teatro, danza e musica, suona come una condanna per l'intero settore. I nostri "luoghi" sono tra i più sicuri in questo momento, e consentono di far fruire in totale sicurezza le diverse attività.
Bellezza, poesia, magia, cultura, rischiano purtroppo di essere considerati valori secondari nella nostra società, è altresi vero che questi valori sono a base del nostro lavoro, quello che ci permette di vivere, portare avanti le nostre famiglie e anche pagare le tasse. 

Se è vero che il nostro lavoro è nutrimento dell'anima, è pur vero che esso è anche un' importante risorsa economica per la Nazione.  Siamo lavoratori e produttori di reddito.  Rivediamo se necessario i protocolli di sicurezza. Se sarà il caso, ci adatteremo a norme ancora più restrittive, MA NON LASCIATECI MORIRE! Questa manifestazione, nata da un impeto spontaneo, non ignora peraltro la necessità più generale di ripensare alla gestione di una intera categoria, reclamando a gran voce la necessità di rivedere il rapporto tra gli Enti pubblici e le realtà del territorio, ipotizzando che una gestione più coerente del danaro e delle risorse potrà consentire di superare questo difficile momento di crisi e gettare le basi per un futuro migliore. Le nostre istanze sono quindi si legate alla assurda contingenza, ma altrettanto lungimiranti per auspicare il riemergere del settore arte e cultura dalle sabbie mobili della burocrazia e del non dialogo tra Enti pubblici e professionisti del territorio, e ciò nell'ambito di un più ampio progetto di rivitalizzazione in Italia dello spettacolo da vivo e di tutto quanto attorno ad esso gravità.

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