Proteste per gli alberi potati da Jack lo squartatore, Tignino: “Interventi indispensabili per la sicurezza”

L'esperto del Comune difende e rivendica gli interventi dopo le contestazioni social in difesa delle piante. “Non sono né storiche né preziose, ma piazzate da privati cittadini in siti non idonei. Rischiano di fare danno come accaduto a Palermo”

Ficus magnoloides di Corso Garibaldi

Potatute effettuate da Jack lo squartatore o interventi mirati per fare ordine in un arredo urbano ormai pericoloso e schizofrenico?

E’ polemica social sugli interventi in città che hanno diviso chi parla di “macellazione” degli alberi e si sente male a guardare le splendide chiome delle magnolie recise e chi invece difende il lavoro dell’amministrazione. Tra questi, che te lo dico a fare, il sindaco in testa che posta le immagini di tronchi fradici all’interno e a rischio crollo attaccando l’esercito di arboricoltori della domenica scesi in campo per difendere il patrimonio “verde”.

Di certo non tutti gli alberi tagliati erano compromessi ed è vero che non si tratta di potature ma di vero e proprio “sterminio”. Lo conferma l’esperto agronomo del Comune Saverio Tignino, solo che da tecnico ne rivendica anche l’opportunità sperando di fare chiarezza una volta per tutte, in particolare dopo il taglio delle magnolie su torrente Trapani e Corso Garibaldi (foto).

“Intanto non si tratta di magnolie – chiarisce l’esperto Tignino a MessinaToday  – ma di Ficus magnoloides, come quella di Villa Mazzini che è protetta e dichiarata monumentale. Solo che questi alberi, che non sono affatto nè secolari né storici ma relativamente giovani, crescono a dismisura provocando danni incredibili, perchè si tratta di specie particolarmente invasive che vanno a spaccare e inglobare tutto. Non possono stare nei luoghi in cui sono state piazzate, badi bene, non dal Comune ma da privati cittadini che una mattina si sono svegliati e hanno deciso di metterle a dimora in luoghi dove non è possibile accoglierle senza creare danni in futuro”.

Proprio recentemente, una di queste piante si è schiantata a Palermo in piazza Marina danneggiando la cancellata del parco costruito dall’architetto Basile e solo un miracolo ha evitato la tragedia.

“Mi sento dunque di rassicurare tutti sugli interventi in corso – insiste Tignino - la ditta che li esegue viene monitorata costantemente. Nessuna speculazione è in atto neanche con il legno, così come qualcuno insinua, anche perché è tutto documentato. La legna della potatura urbane è rifiuto speciale non pericoloso e deve essere conferito in discarica, nessuno specula su quella legna. I tagli sono stati fatti dove erano indispensabili. Il Ficus di Torrente Trapani, ad esempio, avrebbe potuto far saltate anche la copertura del torrente”.

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Anche sul futuro arredo, Tignino ha già le idee chiare: “La pianta di Corso Garibaldi, così come le piante grasse e il tiglio lì vicino, verranno sostituite con altre adatte al sito per dare uniformità alla piazza ed evitare futuri incidenti. Ripeto: il Ficus magnoloides è una pianta soggetta a improvvisi distacchi di rami oltre che ad una crescita che nel tempo crea problemi a infrastrutture e servizi adiacenti nonché al manto stradale”.

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