Cronaca Milazzo

Dai ristoratori ai musicisti in piazza per chiedere la dignità del lavoro: “Ci avete abbandonato”

L'appello del popolo dei ristoratori alla Marina Garibaldi di Milazzo che chiedono di rivedere le regole per le riaperture e un tavolo con le forze dell'ordine per ripartire con tranquillità. Le storie di chi lotta per la sopravvivenza

"C'è un Giovanni, Francesco, Alessandro Teresa? persone che lavoravano e oggi non hanno soldi. Abbiamo fatto impresa perché volevamo portare il pane alle nostre famiglie e oggi non ce l'abbiamo più".

E' l'appello che si è levato stamattina alla Marina Garibaldi di Milazzo dal popolo dei ristoratori ma anche di altre "partite Iva" che hanno invocato a gran voce la necessità di "aprire per non chiudere" così come scritto nei volantini esibiti dai partecipanti alla manifestazione che chiedono sostegno alle forze politiche locali "a di là di ogni schieramento".

La ristorazione contava 650mila attività - hanno detto alcuni partecipanti - oggi hanno le serrande abbassate, tavolini ammassati a fare ruggine mentre cresce insieme alla crisi economica anche quella sociale.

In piazza anche il settore fitness con Davide che ha accusato lo Stato di averli abbandonati ormai da un anno. "Sono stato sottoposto ai controlli dei Nas, sono usciti dalla mia struttura stringendoci la mano - ha raccontato - La stragrande maggioranza delle nostre strutture sono in regola eppure non possiamo lavorare. Lo sport è salute, non possono chiudere i ragazzi a casa davanti alla play station o il telefonino creando posti di lavoro solo per gli psicologi".

Da Messina a Milazzo anche musicisti che hanno voluto manifestare nella città del Longano anche le difficoltà di un settore che non è neanche considerato lavoro.

L'appello è alla coesione con la richiesta di un tavolo con le forze dell'ordine per gestire tutte le misure legate all'emergenza coronavirus per evitare atteggiamenti "intimidatori".

Tra le proposte quello di studiare protocolli più restrittivi ma che consentano comunque di rimanere riaperti al pubblico anche se cambiano i colori ma soprattutto di vigilare sulle risorse messe a disposizione ma anche sulle nuove misure da adottare come estendere la cassa integrazione e agevolare la possibilità di accesso al credito. Proposte che sono state consegnante ai rappresentanti politici presenti.

In piazza oltre il Circolo comunista, anche il deputato regionale Pino Galluzzo che ha voluto manifestare la propria vicinanza "ai lavoratori che pretendono dignità".

Secondo il deputato è opportuno " rivedere le regole dei colori che a questo punto della pandemia non funzionano più. Con l'aumentare del numero dei vaccinati e la maggiore consapevolezza di tutti sulla pandemia, si possono migliorare di gran lunga tali regole. Ovviamente queste regole sono in capo al governo nazionale ed è il momento di modificarle, anche perché riguardo agli aiuti economici si è fatto poco e talvolta nulla".

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