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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca

Sanità, allarme sulla chiusura dei Pua: "Disagi per gli utenti mentre i manager sprecano soldi"

Duro atto d'accusa del presidente del Comitato consultivo aziendale Antonio Giardina che scrive una nota ai vertici dell’Asp e della Regione. Chiesto un confronto urgente

I Pua dell’Asp, punti unici di accesso, quelli in cui confluisce l’utenza per tutte le richieste di servizio socio assistenziali rischia di rimanere definitivamente chiusi

E’ l’allarme lanciato dal presidente del Comitato consultivo aziendale dell’Asp, Antonio Giardina, che scrive una nota ai vertici dell’Asp e della Regione per scongiurare il pericolo.

Una nota che è anche un atto d’accusa “sullo spreco di risorse pubbliche nella sommaria gestione dell’emergenza Covid da parte dei manager sanitari”.

Giardina informa che ad agosto interromperanno la loro attività i punti unici di accesso “nel silenzio e nell’indifferenza di chi ha la responsabilità della loro gestione ed organizzazione strutturale e funzionale”, lanciando l’allarme sui disagi per gli utenti “che avevano trovato punti di riferimento certi per accedere ai necessari servizi sanitari”.

I Pua erano stati attivati nel rispetto delle linee guida (marzo 2010) sulla riorganizzazione dell’attività territoriale quali servizi di coordinamento della presa in carico e di continuità delle cure, soprattutto per le persone fragili con problemi socio-sanitari complessi.

“Oggi, a distanza di due anni la confusione regna totale”, scrive Giardina che ricostruisce le tappe del “pasticcio”: i Pua nei due livelli Hub e Spoke erano stati avviati nel 2019. A dicembre 2020 chiudono lasciando i servizi Adi (assistenza domiciliata integrata) in difficoltà e con un enorme cumulo di lavoro, a maggio 2021 un nuovo bando recluta assistenti sociali e operatori informatici sempre con incarico libero-professionale. A febbraio 2022 i Pua vengono riattivati ma solo per sei mesi e con nuovo personale da formare.

“Altro spreco di competenze acquisite sul campo tramite corsi formativi predisposti dalla stessa Asp e grande spreco di risorse dello stesso ente”.

Oggi il comitato consultivo chiede un incontro urgente con la direzione strategica aziendale “al fine di affrontare le numerose problematiche sanitarie della provincia di Messina anche alla luce della programmazione e dell’utilizzo del fondi del Pnrr destinati alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria con la creazione di 20 case di comunità, sei ospedali di comunità e 7 centri operativi territoriali”.

Nel piano nazionale per la Sanità, tra i servizi inclusi nel progetto di realizzazione delle case di cominità è previsto, infatti, il punto unico di accesso indispensabile per agevolare l'accesso dell'utenza.

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