Senzatetto, quaranta persone sotto processo per occupazioni abusive

Dalla caserma dei carabinieri di via Gesù e Maria in San Leone alla ex scuola Foscolo, le famiglie rischiano di pagare risarcimenti e subire condanne penali. La storia

Un incontro dell'Unione Inquilini a Palazzo dei Leoni

Quaranta persone sotto procedimento penale. Occupazione abusiva di immobili l'accusa. Rischiano di pagare risarcimenti e subire condanne penali. Il comitato inquilini ex scuola Foscolo, l'Unione Inquilini e il circolo Peppino Impastato di Rifondazione comunista passano all'attacco sul processo che riguarda le famiglie che avevano trovato una casa alla caserma dei carabinieri di via Gesù e Maria in San Leone, di proprietà dei D'Alcontres, e le stesse famiglie più altre che oggi vivono all'interno dell'ex plesso Ugo Foscolo in via Palermo concesso in comodato d'uso alle famiglie con disagio abitativo. 

Il primo processo è a carico di 11 famiglie messinesi (10 ottobre 2015), il secondo lo sgombero disposto dal giudice il 22 gennaio 2016 con atto di sequestro preventivo della ex scuola Foscolo. "L’unica colpa di queste 40 persone - scrivono le associazioni - è stata quella di alzare la testa, denunciare spazi vuoti e chiusi da tempo in città e dare un tetto ai propri figli quando altrimenti l’alternativa immediata sarebbe stata la strada o invivibili sistemazioni di fortuna". Per la caserma dei carabinieri la famiglia Stagno D’Alcontres si è opposta alla richiesta dell’archiviazione da parte della Procura presso il Tribunale di Messina per gli indagati (adesso quasi tutti sono stati ricollocati nella ex Ugo Foscolo).

"Definiamo questa scelta processuale, senza mezzi termini, un accanimento di classe. Che giovamento può trarne una delle famiglie più ricche di Messina nel riaprire un processo contro i mal logés di questa città, contro coloro che con tante difficoltà cercano di trovare un alloggio? - si chiedono gli Inquilini - sicuramente nessuno dal punto di vista economico". Il Comune si è poi costituito parte civile nel processo dell’occupazione della ex Foscolo quando lo stesso Comune con la precedente giunta aveva agevolato la sistemazione alloggiativa degli odierni imputati nei locali oggetto del processo.

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"Riflettendo, risulta ancora più ambigua la posizione del Comune che intende chiedere un risarcimento alle stesse famiglie per le quali in questi giorni assessori, dirigenti e sindacati di categoria stanno studiando soluzioni amministrative per offrire loro un’abitazione idonea e dignitosa fuori dalla ex Ugo Foscolo - concludono le associazioni - siamo alla schizofrenia politica: con la mano sinistra si avviano percorsi sociali per questi soggetti, con la mano destra si avviano procedure risarcitorie e punitive. Ci chiediamo se gli assessori al ramo siano a conoscenza di questa ingiusta e controproducente scelta processuale o se ciò è dipeso invece dall’orientamento sanzionatore del sindaco De Luca".     
 

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