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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Street art, la Madonna piange anche a Bordonaro

Martedì l'inaugurazione con il vescovo Accolla del murales realizzato dagli studenti del liceo artistico Ernesto Basile. Un'opera che ricorda il miracolo a Siracusa ma anche quello atteso da una comunità che non vuole stare ai margini

Una lunga lacrima azzurra come il colore degli occhi tristi e profondi di una Madonna che guarda lontano.  La testa coperta da un velo bianco e tutto intorno  una esplosione di colori che vanno dall’azzurro al giallo.

E’ il murales realizzato per la chiesa della Madonna a Santo Bordonaro, a cura del liceo artistico Ernesto Basile di Messina splendidamente guidato da una preside illuminata, Giuseppina Prestipino.

Particolare murales della Madonna a Bordonaro-3

Si tratta di un lavoro programmato con il parroco di Bordonaro, padre Giuseppe Di Stefano, che fa riferimento ad un prodigio avvenuto a Siracusa  nel 1953 e riconosciuto in pochi mesi dalla Chiesa.

La lacrimazione della Vergine da un quadro di gesso, avvenuta nell’agosto del 1953 nella città siciliana, fu vagliata scientificamente e giudicata inspiegabile da una commissione presieduta da un ateo. La Chiesa riconobbe la prodigiosità dell’evento in breve tempo e nel 1994 san Giovanni Paolo II consacrò il Santuario meta ogni anno di milioni di pellegrini.

Il lavoro è stato seguito dai  professori Guglielmo Bambino, Gabriella Foti e Daniela Zaffino, che hanno le classi di pittura del liceo artistico, e che hanno raggruppato una decina di ragazzi per realizzare il murales. Il tutto in una zona chiamata case gialle, una delle più martoriate della città, dove l’impegno per ridimensionare i disagi non è mai abbastanza.

Il murales è stato realizzato in due giorni di duro lavoro dopo settimane di ideazione e progettazione su carta. Ieri è stato completato e “condiviso” dal quartiere con grande partecipazione.

Martedì 21 la benedizione ufficiale del vescovo  di Messina, monsignor Giovanni Accolla, alle ore 19.30.

Una grande opera, dunque, che ha un doppio valore.

L'arte è sempre una possibilità di recupero di aree che altrimenti sarebbero abbandonate. Questo non significa che tutta la street art sia bellezza, quando queste opere infatti sono commissionate e diventano arredo urbano è importante, come in questo caso, che rispecchino i canoni estetici dei cittadini che si vedono apparire queste opere di fronte alla loro finestra.

La street art è scoppiata a Messina qualche anno fa con murales giganteschi, realizzati nella zona del porto e 53 pensiline decorate da giovani artisti grazie al finanziamento della comunità europea e la sapiente guida di Sergio Todesco ed Enrica Carnazza.

L’inizio è stato “Blu”, poi sono arrivati Kuma, Jiulieta, Tofi, Vanflower e molti altri, magari con nomi meno fantasiosi, accolti con ammirazione dagli appassionati e un po’ di sconcerto tra la popolazione.

Oggi campeggiano orgogliosi raccontando la bellezza ma anche i drammi di quartieri che decadono. Ma che non smettono mai di cercare la bellezza e la rivincita.

Guarda il video-intervista con padre Giuseppe Di Stefano

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