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Cronaca

Differenziata, l'Ispra premia Messina: "Crescita superiore ai 10 punti"

Il tasso di raccolta passa al 29,2% secondo l'ultima rilevazione del 2020. Migliora il trend anche a livello regionale

La strada per adeguarsi agli standard nazionali è ancora lunga, ma Messina fa registrare un'importante crescita nella raccolta differenziata. Secondo l'Ispra la città dello Stretto ha infatti ottenuto nel 2020 una crescita di più di dieci punti percentuali, passando dal 32,8% al 38,6%. Un risultato tra i migliori in Sicilia che resta al di sotto del 50% con un 42,3% che, tuttavia, fa registrare un aumento di 3,8 punti rispetto alla percentuale di raccolta differenziata del 2019 (38,5%). In questa regione, in particolare, nel quinquennio 2016-2020, la percentuale di raccolta differenziata risulta quasi triplicata. 

Nonostante l'emergenza sanitaria da Covid-19 abbia influito significativamente sui consumi nazionali e di conseguenza sulla produzione dei rifiuti, il sistema di gestione delle raccolte differenziate ha, quindi, garantito l'intercettazione dei flussi di rifiuti presso tutte le tipologie di utenze e proprio le regioni maggiormente colpite dall'emergenza, dove sono state disposte specifiche ordinanze per il conferimento dei rifiuti nell'indifferenziato, hanno saputo adottare misure efficienti di gestione assicurando il ritiro di tutti i rifiuti. Sono i dati del Rapporto Rifiuti Urbani dell'Ispra relativi al 2020. Le percentuali rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani di ciascuna macroarea, sono pari al 70,8% per le regioni settentrionali, al 59,2% per quelle del Centro e al 53,6% per le regioni del Mezzogiorno. Rispetto al 2019, tutte le macro aree geografiche mostrano incrementi nelle percentuali di raccolta differenziata. Nel 2020, raggiungono o superano l'obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012, ben 9 regioni: Veneto (76,1%), Sardegna (74,5%), Lombardia (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Emilia Romagna (72,2%), Marche (71,6%), Friuli Venezia Giulia (68%), Umbria (66,2%) e Abruzzo (65%). Sono prossime all'obiettivo Piemonte (64,5%), Valle d'Aosta (64,5%), mentre la Toscana si attesta al 62,1%.

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