Una speranza per la piccola Bea, i genitori: “Grazie per la generosità, ma vogliamo solo che preghiate con noi”

La rinuncia del papà e della mamma alla raccolta fondi per la bimba affidata ora alle cure del reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania. “Devolveremo l’intera somma a chi ha più bisogno”

Prosegue la campagna fondi per la piccola Beatrice, 4 anni, a cui è stata diagnosticata una neoplasia. E' diventata virale la gara di solidarietà anche su fb e i genitori hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, aggiornare sull'evoluzione dello stato di salute della bambina ma soprattutto comunicare la rinuncia ai fondi raccolti con l'obiettivo di devolverli “a chi non può affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà”. Ecco di seguito la lettera aperta dei genitori  Mirko e Caterina Scarfò Pavone, che riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Da qualche giorno Bea è strana, non vuole mangiare, è più stanca del solito e respira affannosamente. Decidiamo di eseguire una lastra al torace a seguito della quale ci viene suggerito di portarla immediatamente in ospedale perchè si evidenzia una grave patologia polmonare, così ci rechiamo al pronto soccorso pediatrico del Policlinico di Messina. Vengono eseguiti gli esami di rito per il coronavirus ed il tampone risulta negativo.

Ulteriori esami radiologici confermano una patologia polmonare grave e la presenza di una grossa massa mediastinica. Bisogna fare in fretta - ci dicono - Beatrice potrebbe avere un tumore al mediastino e la stessa notte in ambulanza viene trasferita in codice rosso al Policlinico universitario di Catania. Viene tempestivamente sottoposta ad analisi e vengono subito poste in essere tutte le necessarie terapie d'urgenza per la risoluzione dei gravi problemi polmonari che la rendono in imminente pericolo di vita. In questi frangenti ricevo la telefonata della Preside della scuola frequentata da Bea, che conosco bene ed è affezionata alla bambina. Le racconto quel poco di cui siamo a conoscenza sino a quel momento, che temono si tratti di un tumore al mediastino, che mi hanno detto che mia figlia è in condizioni gravissime. In quello stesso momento la direttrice mi informa che vogliono fare qualcosa per noi, che pregherà per la salvezza di Bea e che, insieme alle altre maestre e tanti genitori, hanno pensato di aprire una campagna di raccolta fondi in segno di solidarietà. Sono sincero, ho detto che andava bene tutto in quel momento perché senza il mio consenso non avrebbero potuto attivarla. Da quel momento, francamente, non ho più pensato a quella conversazione.

Qualche giorno dopo, per noi si è aperta una piccola speranza: potrebbe non trattarsi di un rarissimo tumore al mediastino ma di un linfoma, il che lascerebbe aperta la speranza di cure e guarigione. Mentre scrivo siamo ancora in attesa del risultato del prelievo del midollo e di ulteriori analisi necessarie all'accertamento della diagnosi ma dovrebbe trattarsi di un linfoma di tipo aggressivo ad uno stadio molto avanzato che colpisce le cellule del sistema immunitario e così ci troviamo a sperare e pregare perchè la diagnosi sia confermata. Vogliamo ringraziare tutti coloro i quali si sono prodigati e continuano a prodigarsi per Beatrice, in particolare lo staff del reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania che, con umana professionalità, lodevole dedizione alla missione che hanno scelto, stanno facendo di tutto per salvare nostra figlia e darle le migliori cure. Durante questa settimana, infatti, Bea è stata sottoposta alle prime terapie e mostra già segni di ripresa. Vogliamo ringraziare, inoltre, la buona volontà e l’affettuosa partecipazione della Preside della scuola Tommaso Cannizzaro e tutti coloro i quali, sotto qualsiasi forma, ci stanno dimostrando la loro vicinanza e solidarietà. Solo oggi, che siamo più speranzosi, realizzo la incredibile e generosa partecipazione di tantissima gente e di questo vi saremo sempre grati. Ma non abbiatela a male se vi dico che non possiamo accettare tanta generosità.

Alle cure di Beatrice penseremo noi familiari. E’ giusto che la vostra benefica offerta vada a chi non può affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà. Spero non intravediate in questa mia rinuncia una forma di orgoglio o sprezzo del vostro meraviglioso gesto, perché la mia rinuncia è soltanto il desiderio di indirizzare al meglio il vostro cuore. Pertanto, appena mi sarà possibile, mi informerò per sapere come rimborsare ad ogni singolo partecipante alla raccolta fondi l’importo versato. Nel caso in cui la restituzione non fosse possibile, provvederò a devolvere in beneficenza l’intera somma e, in tal caso, chiederò ospitalità alle testate giornalistiche perché mi consentano di fornire prova documentale dell’operazione benefica. Infine, mi auguro vogliate unire alle nostre le vostre preghiere e quelle dei vostri cari. Perché, a diagnosi completata, sapremo se Beatrice, pur dovendo affrontare un percorso di cure lungo e difficile, potrà avere salva la vita”.

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